Il silenzio delle istituzioni
Torre del Greco. 23 settembre… mi ritrovo, per l’ennesima volta, da solo davanti a Salvo D’Acquisto. Auspicavo la solennità di una memoria condivisa, ho trovato solo il silenzio delle istituzioni e il degrado di un parco abbandonato. Volevo la solennità di una ricorrenza sentita, l’abbraccio di una comunità e la presenza delle istituzioni a ricordare chi ha dato la vita per noi. E invece no. Stamani, nel giorno dell’anniversario dell’uccisione di Salvo D'Acquisto, mi ritrovo per l’ennesima volta da solo davanti al tondo che riproduce il bel volto del giovane brigadiere, opera dell’indimenticabile Vincenzo Borriello, tra i più bravi scultori torresi.
Solo. Senza un fiore, senza una parola ufficiale, senza un segno di rispetto da parte di chi rappresenta lo Stato. Intorno a me, l’unica condizione che emerge con forza è la barbarie dell’indifferenza, specchiata nel degrado e nello spreco di denaro pubblico che stanno letteralmente divorando il grande parco dedicato all’eroe nazionale.
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Un parco divorato dal degrado
Mentre il paese celebra la sua memoria, qui la realtà è fatta di una notevole perdita di acqua che da mesi sta arrecando seri danni alla base della pregiata cassa armonica. È il simbolo del nostro tempo: si spreca l’acqua, si distrugge il patrimonio, si ignorano le grida d’aiuto dei cittadini. Le fontanine sono ormai prive di rubinetti, le aree fitness sono fuori uso, i bagni sbarrati e le aree dismesse sono chiuse al pubblico da tempo immemore. Persino il laghetto, che una volta era la gioia dei bambini e il rifugio dei volatili, è ridotto a una cloaca putrida, mentre i prati, privati dell’irrigazione, sono ormai desertificati.
«Meglio chiuderlo per sempre»
Sentire una mamma gridare esasperata: “Chiudete questo parco subito, vederlo così senza servizi è un danno per tutti, meglio chiuderlo per sempre” fa male al cuore. Ma ha ragione. Questa non è la casa della memoria di un uomo straordinario, questo è il monumento all’abbandono e alla perdita. Mi chiedo quanto ancora dovremo aspettare perché le istituzioni si ricordino del sacrificio di Salvo D'Acquisto, non solo a parole, ma restituendo dignità ai luoghi che portano il suo nome.


