A cura di Mario Cardone

E’ stata accompagnata presso il reparto d’igiene mentale dell'ospedale Maresca di Torre del Greco la 41enne originaria di Angri che stamattina (6 luglio) si è messa a nuotare nelle acque del Sarno, notoriamente il fiume più inquinato d'Europa.

Successivamente ai due operai del Comune di Pompei che gli hanno lanciato una corda ed accompagnata al Comando dei Vigili Urbani, ha parlato di intenzioni suicide,

La donna, che è spostata con due figli, ha raccontato ad una agente della Polizia locale, alla quale si è subito affezionata, di avere la madre sulla sedia a rotelle, un fratello dedito all’uso di sostanze stupefacenti ed un altro con problemi mentali.

Alla fine non si è capito (dopo il gesto dissennato di mettersi a nuotare in un’acqua inquinata da mille veleni) se la donna è semplicemente incosciente o è la depressione di cui soffre che, insieme al caldo, le ha giocato un brutto scherzo.

Il fiume Sarno (che scorre davanti al centro commerciale La Cartiera) è peggio di una fogna a cielo aperto a causa degli scarti di lavorazione delle industrie conserviere e degli agenti chimici della lavorazione delle industrie di pellami (più a monte), il che aggrava ulteriormente la folle decisione della signora.

Alla fine la donna è stata accompagnata, in apparente stato di buona salute fisica, presso l’ospedale di Torre del Greco dove probabilmente sarà messa sotto osservazione, monitorando il suo stato di depressione per capire se potrà  in futuro compiere gesti così rischiosi per se stessa e, conseguentemente, la sua famiglia. 

(nella foto, l'ospedale Maresca)

twitter: @MarioCardone2

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