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Crediti d'imposta inesistenti e fondi PNRR, sequestro da 1,8 milioni

Crediti d'imposta inesistenti e fondi PNRR, sequestro da 1,8 milioni

Indagine della Guardia di Finanza su una società della cantieristica navale

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Un sequestro preventivo da circa 1,8 milioni di euro è stato eseguito dai finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Monfalcone, su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata e su disposizione del GIP del Tribunale di Torre Annunziata.

Il provvedimento è scaturito da una complessa attività investigativa avviata a seguito di una verifica fiscale nei confronti di una società operante nel settore della cantieristica navale, con sede a Gragnano. Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, tra il 2019 e il 2023 l’impresa avrebbe compensato debiti tributari utilizzando crediti d’imposta inesistenti, riferiti a costi mai effettivamente sostenuti.

I crediti indebitamente utilizzati rientrerebbero nelle misure finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito della cosiddetta Transizione 4.0, che prevede agevolazioni fiscali per attività di formazione, ricerca e sviluppo legate alle nuove tecnologie industriali e all’integrazione tra sistemi fisici e digitali.

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Dall’analisi della copiosa documentazione acquisita nel corso delle indagini, i finanzieri hanno riscontrato gravi incongruenze: i corsi di formazione dichiarati non sarebbero mai stati realmente svolti, mentre le attività di ricerca e sviluppo, anziché portare alla creazione di nuovi progetti o prototipi, si sarebbero limitate a elaborati teorici sulle tecnologie 4.0. In alcuni casi, tali documenti risulterebbero addirittura copiati da tesi di laurea liberamente consultabili online.

Attraverso l’indicazione di queste spese fittizie, la società avrebbe generato crediti d’imposta per importi superiori ai 2 milioni di euro, utilizzandone circa 1,8 milioni in compensazione di debiti fiscali e ottenendo così un ingiusto risparmio d’imposta.

Considerato il superamento delle soglie di punibilità penale, la Procura di Torre Annunziata – competente in base alla sede legale della società – ha richiesto al GIP l’adozione della misura cautelare del sequestro preventivo, finalizzata a evitare la dispersione dei proventi dell’evasione fiscale e a tutelare la pretesa erariale.

Il sequestro ha riguardato disponibilità finanziarie, quote societarie, beni immobili e beni mobili registrati, tra cui un’imbarcazione del valore di circa 160mila euro, oltre a beni di lusso come due orologi Rolex, intestati a vario titolo alla società e alla legale rappresentante.

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