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Arrestato Francesco Casillo, ex ras del Piano Napoli. Per lui una condanna all'ergastolo

Arrestato Francesco Casillo, ex ras del Piano Napoli. Per lui una condanna all'ergastolo

È accusato di aver organizzato l'omicidio dei fratelli Manzo

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Era a casa in attesa del controllo da sorvegliato speciale. Due settimane fa era stato condannato all'ergastolo per un omicidio di camorra e ormai attendeva solo l'ordine di arresto.

Ieri pomeriggio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno arrestato il 48enne Francesco Casillo, detto ’a vurzella, ex ras del Piano Napoli di Boscoreale, sorvegliato speciale e pluripregiudicato. Era tornato libero ad aprile dello scorso anno perché beneficiò della scarcerazione anticipata nel clou dell'emergenza Covid.

Casillo è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento in carcere emesso dalla Corte d’Assise di Napoli in relazione alla recente condanna all’ergastolo per l’omicidio dei fratelli Manzo, avvenuto a Terzigno nel 2007. Non ha opposto resistenza ed è stato subito accompagnato in cella. 

Fu lui ad attirare in trappola i fratelli Marco e Maurizio Manzo. Il 48enne di Boscoreale, potente boss del traffico di droga del Piano Napoli, era stato assolto nel precedente processo d'Appello ma, dopo l'annullamento dell'assoluzione in Cassazione, è tornato alla sbarra da cittadino libero. La Corte d'Appello di Napoli ha così rivalutato le fonti di prova, tra cui un nuovo collaboratore di giustizia, ed ha confermato la sentenza di primo grado al carcere a vita.

Casillo è accusato dall'Antimafia di aver teso la trappola ai fratelli Marco e Maurizio Manzo. Il duplice omicidio avvenne nel pomeriggio del 10 febbraio 2007 al Bar Maemi di Terzigno, nell'ambito dello scambio di killer tra clan Gionta di Torre Annunziata e Birra-Iacomino di Ercolano. L'Antimafia ha riconosciuto il suo ruolo di organizzatore del tranello, nel quale poi i due fratelli affiliati al clan Ascione-Papale di Ercolano furono attirati, per poi essere ammazzati lontani dalla cittadina ercolanese, nel clou della faida di camorra con i Birra-Iacomino.

Nel frattempo, Casillo ha testimoniato nel processo ai presunti carabinieri infedeli. Il suo racconto ritenuto attendibile ed è il perno dell'accusa contro l'ex comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Torre Annunziata, all'epoca era Pasquale Sario, ma anche contro il maresciallo Gaetano Desiderio e l'ex appuntato Sandro Acunzo. Gran parte dei suoi soldi erano stati investiti nel "mattone". Negli anni scorsi a Casillo è stato confiscato un intero quartiere residenziale costruito a Vitulazio, in provincia di Caserta.

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