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Camorra, condanna per il capo del Quarto Sistema di Torre Annunziata

Camorra, condanna per il capo del Quarto Sistema di Torre Annunziata

La sentenza di primo grado emessa dal Tribunale oplontino

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Era ritenuto uno dei capi del nuovo clan di camorra "Quarto Sistema" di Torre Annunziata: condannato a 17 anni di carcere. Pasquale Cherillo, 38 anni, è considerato dall'Antimafia uno dei boss del gruppo criminale del rione Penniniello della città oplontina. Per lui - assistito dagli avvocati Raffaella Farricelli e Ferdinando Striano - è arrivata la condanna in primo grado a 17 anni di carcere, dieci in meno della pesante richiesta avanzata dall'accusa che lo riteneva colpevole di altri episodi per i quali è stato assolto.

Nel corso del processo che si è celebrato dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, con rito ordinario per il solo Cherillo, l'Antimafia ha presentato una serie di nuove intercettazioni che avrebbero incastrato Pasquale Cherillo e suo fratello Luca, nipoti di «zì Natalino» Scarpa, l'anziano boss del clan Gallo-Cavalieri ucciso in un agguato di camorra dal clan Gionta nel 2006 all'esterno dello stadio Giraud di Torre Annunziata, accusati di essere gli esecutori materiali del tentato omicidio di Giuseppe Carpentieri, marito di Teresa Gionta (figlia del capoclan ergastolano Valentino) ferito gravemente in un agguato a maggio 2020 mentre era sul balcone di casa.

All'ultima udienza, prima di chiedere la condanna a 27 anni di carcere, la pm Ivana Fulco ha chiesto di depositare le intercettazioni di alcune conversazioni proprio di Carpentieri. Dalla sua voce, sostiene l'Antimafia, si sente chiaramente che fa riferimento ai fratelli Cherillo come autori di quell'agguato. Una vicenda per la quale pende un altro processo. Nei giorni scorsi la versione di Carpentieri era stata tirata in ballo dal nuovo collaboratore di giustizia Pietro Izzo che, alla sua prima testimonianza da pentito in aula, aveva spiegato che proprio il marito di Teresa Gionta gli aveva spiegato chi avesse tentato di ucciderlo. Nel corso di questo processo, però, Cherillo è stato condannato per associazione di tipo mafioso ed estorsione, con l'assoluzione dalla detenzione di armi.

La sentenza di primo grado per Cherillo è arrivata cinque mesi dopo quella di Appello per tutti gli altri presunti capi e affiliati al Quarto Sistema di camorra nato nel rione Penniniello di Torre Annunziata.

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