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A cura della Redazione

Una tragedia solo sfiorata quella avvenuta in via Gino Alfani lato mare, mercoledì sera 7 gennaio, dove una bottiglia incendiaria è stata collocata all’interno dell’auto di un avvocato, parcheggiata lungo la strada. L’episodio, che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche, è ora al centro delle indagini degli inquirenti, che non escludono la pista dell’atto intimidatorio.

L’allarme è scattato quando alcuni agenti della polizia municipale, durante un controllo di routine, hanno notato fumo fuoriuscire dall’abitacolo della vettura. Il tempestivo intervento ha permesso di evitare l’esplosione del congegno incendiario, scongiurando una potenziale esplosione in una zona densamente abitata e molto trafficata.

Secondo quanto ricostruito, all’interno dell’auto era stata posizionata, dopo la rottura del vetro di un finestrino, una molotov rudimentale, composta da una bottiglia contenente liquido infiammabile. Le fiamme avevano già iniziato a svilupparsi, ma il pronto intervento delle forze dell’ordine ha impedito che l’incendio si propagasse o che l’ordigno esplodesse.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area, e gli agenti della polizia di Stato, che hanno avviato le indagini. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire il movente dell’atto e di verificare se l’episodio sia collegato all’attività professionale dell’avvocato, ipotesi al momento ritenuta plausibile.

L’auto è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici e scientifici del caso. Le indagini si concentrano anche sull’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di individuare i responsabili.

Un episodio che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana e che, per le modalità e il luogo in cui è avvenuto, avrebbe potuto trasformarsi in una strage. Solo il caso e la prontezza degli agenti hanno evitato conseguenze ben più gravi.

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