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Figli che aggrediscono i genitori per soldi: tre casi nelle ultime 24 ore

Figli che aggrediscono i genitori per soldi: tre casi nelle ultime 24 ore

A San Gennaro Vesuviano, a Castellammare di Stabia e a Napoli violenza fisica dei figli verso le madri

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Nel silenzio delle case, lontano dagli sguardi, si consuma una delle forme più amare e laceranti di violenza: quella dei figli che aggrediscono i propri genitori, spesso spinti dalla dipendenza e da un bisogno di soldi che finisce per travolgere ogni legame affettivo. Cancellando il confine tra amore e sopraffazione.

È un fenomeno preoccupante, frequente, spesso trascurato. Ma esiste e va raccontato. Nelle ultime 24 ore sono 3 i casi registrati dai Carabinieri nella provincia partenopea.

San Gennaro Vesuviano

San Gennaro Vesuviano è il primo in ordine. Un 39enne tossicodipendente è fuori casa della madre 75enne. Grida, vuole entrare. Ha una spranga.
La donna è terrorizzata, non apre la porta. Lui colpisce duro il legno, una volta, due, tre fino quasi a sfondarla.

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I carabinieri della sezione radiomobile di Nola lo trovano ancora dalla parte giusta dell’uscio. Lo ammanettano prima che possa fuggire. Ora è in carcere, risponderà di maltrattamenti.

Castellammare di Stabia

Trenta chilometri più a sud, Castellammare di Stabia. Ancora una porta a dividere l’affetto incondizionato di una madre con il bisogno patologico di denaro per una dose. Qui non c’è una spranga ma un coltello.

Chi colpisce duro ha 22 anni. La lama è il suo ariete sui generis. Non è la prima volta. L’imposta regge fino all’arrivo dei Carabinieri. Per il giovane scattano le manette e si aprono le porte di una cella nel carcere di Poggioreale.

Napoli

Spazio anche per una vicenda tutta napoletana. Accade in corso Vittorio Emanuele. Un 17enne pretende soldi dalla madre. Non spiega per quale motivo, li vuole e basta. La donna è spaventata ma abituata a sortite simili.

Il minore la spinge, la minaccia e la strattona. Qualcuno sente urlare e compone il 112. I carabinieri del nucleo radiomobile intervengono prima che la situazione degeneri. Per il 17enne una denuncia in stato di libertà.

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