Sparatoria al Lido Azzurro: arriva un ulteriore sconto di pena per Salvatore D’Acunzo.
I giudici della seconda sezione della Corte d’appello di Napoli hanno condannato il giovane, ritenuto vicino al clan Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata, a 6 anni di reclusione. Imputato per tentato omicidio pluriaggravato, detenzione e porto illegale di plurime armi da guerra, tentata strage, tutti reati aggravati dalle finalità mafiose anche perché genero del più noto Raffaele Gallo, alias "mezzapallina", per lui ieri i giudici hanno accolto i motivi d’appello presentati dall'avvocato Antonio Iorio ed hanno applicato all’imputato, in riforma della sentenza emessa all’esito del giudizio di primo grado, la pena di 6 anni di reclusione. In primo grado, la DDA aveva chiesto la condanna a 18 anni di carcere.
I fatti si verificarono il 19 luglio 2024, con l'esplosione di colpi d’arma da fuoco, in abiti travisati, all’interno del noto stabilimento balneare di Torre Annunziata, in una giornata d’estate, alla presenza di circa 600 bagnanti. Tutto sarebbe partito da uno "sguardo di sfida"; sarebbe bastato questo per portare all'agguato andato in scena in spiaggia. Due persone, tra cui Salvatore D’Acunzo, fecero irruzione nel Lido Azzurro armate di pistola e fucile e cominciarono a sparare tra i bagnanti, mirando a un altro giovane che riuscì a sfuggire ai sicari, con il rischio di ferire anche estranei che si fossero trovati sulla traiettoria di tiro.


