Nuovo sequestro nell'ambito delle indagini sull'inquinamento del fiume Sarno. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, insieme alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e ai Carabinieri della Stazione di Striano, ha disposto il sequestro preventivo d'iniziativa di uno stabilimento dolciario con sede a Striano.
L'operazione, eseguita il 4 agosto 2026, rientra nell'attività investigativa finalizzata ad accertare e rimuovere le cause dell'inquinamento del Sarno e del mare del Golfo di Napoli.
Lo stabilimento era già stato sequestrato
Dagli accertamenti è emerso che l'azienda era già stata sottoposta a sequestro nel dicembre 2024 per presunti reati ambientali, tra cui inquinamento ambientale, scarico abusivo di reflui industriali, gestione illecita di rifiuti, emissioni in atmosfera non autorizzate e violazioni edilizie e paesaggistiche.
Successivamente il Tribunale di Torre Annunziata aveva disposto il dissequestro dell'opificio, prescrivendone però l'inutilizzabilità ai fini produttivi.
Produzione in corso e scarichi non autorizzati
Nonostante tale divieto, gli investigatori hanno accertato che all'interno dello stabilimento era ripresa la lavorazione di prodotti derivati dalla frutta, tra cui ciliegie, pesche, albicocche, arance e frutti rossi.
Nel corso del sopralluogo sono state rinvenute cisterne metalliche contenenti prodotto e un'etichettatura che riportava sia la tipologia della merce sia la data di lavorazione.
Secondo la Procura, inoltre, l'attività sarebbe stata svolta senza l'autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali, convogliate in una griglia collegata ad alcune cisterne e successivamente al canale Rio Foce, senza sospensione del relativo titolo autorizzativo da parte del Comune di Striano e in violazione del divieto imposto dal Tribunale di utilizzare l'impianto per l'attività produttiva. Sequestrato l'intero stabilimento
Alla luce delle irregolarità riscontrate, gli organi di polizia giudiziaria hanno proceduto al sequestro d'urgenza dell'intero stabilimento, esteso su una superficie di circa 5.000 metri quadrati, per impedire la prosecuzione delle presunte condotte illecite e l'aggravamento delle conseguenze ambientali.
Controlli nell'ambito del protocollo sul Sarno
La Procura sottolinea che il provvedimento si inserisce nella più ampia attività di controllo coordinata sul bacino del Sarno e sui suoi affluenti, svolta con il supporto della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, dell'ARPAC e delle altre forze di polizia.
L'obiettivo dell'attività investigativa è individuare e rimuovere le fonti di inquinamento che compromettono il fiume Sarno e il tratto di mare della penisola sorrentina, nell'ambito del Protocollo d'intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 tra Procure, ARPAC e organi di polizia giudiziaria.
Il sequestro dovrà ora essere convalidato dal Gip. Come previsto dalla legge, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e vale per gli indagati il principio della presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.


