Giancarlo Siani era un fan di Vasco Rossi. Quella sera, quella maledetta sera del 23 settembre 1985, la rockstar di Zocca si esibiva proprio allo stadio San Paolo di Napoli a pochi minuti da piazza Leonardo, luogo dove venne trucidato il giovane giornalista partenopeo. Vasco ha rappresentato una presenza fondamentale nella brevissima esistenza di Giancarlo. «Dal vasto repertorio di Vasco Rossi ho scelto “Dannate nuvole” per le parole che sembrano scritte proprio per Giancarlo Siani», sottolinea Francalisa Malacario al termine di “Lexikon 80”, opera teatrale di cui ha curato adattamento e regia. Il testo del giornalista, scrittore e saggista di Torre Annunziata Giovanni Taranto è stato portato in scena ieri sera al teatro San Francesco di Scafati dalla compagnia teatrale oplontina “Gli Artisti Scalzi”.

“Quando cammino su queste dannate nuvole, vedo le cose che sfuggono dalla mia mente. Niente dura niente, niente dura e questo lo sai. Però non ti ci abitui mai”. Su quelle dannate nuvole Giancarlo “cammina” dal quel 23 settembre 1985. E da allora in tanti hanno cercato di creare uno squarcio tra quell’accumulo di vapore acqueo per arrivare a percepire, riconoscere, avvertire un segnale utile ad individuare i perché di quel crimine atroce.

“Lexikon 80” ha proposto innanzitutto una lettura profondamente intima, quasi spirituale della storia di Giancarlo Siani. E l’ipnosi collettiva nella quale è entrato immediatamente il teatro, sin dalle battute iniziale dello spettacolo, conferma il vigore, la forza, lo spessore di un testo mai didascalico. Francalisa Malacario ha lavorato in profondità nell’adattamento per convertire un’opera squisitamente letteraria in una rappresentazione teatrale intensa, incisiva, penetrante, resa tale dalle eccellenti performance degli attori Giovanni Caso, Antonio Annunziata e Marianeve Vitiello.

«Lexicon 80 è poesia. Non è un testo teatrale – aggiunge Francalisa Malacario – in pratica è uno spettacolo-non spettacolo. Ho voluto semplicemente dare voce al Giancarlo uomo, non all’eroe e, soprattutto, portarlo a quel concerto di Vasco Rossi al quale non è riuscito mai ad assistere». Lexikon 80 è la macchina da scrivere che adoperava Giancarlo Siani. E’ rimasta lì sul palco, in primo piano, per tutta la durata dello spettacolo, al centro di una suggestiva e originale scenografia disegnata dall’architetto Raffaele De Cristofaro.

«Il mio nome è Lexikon. Non sono un robot. Anzi, sono una che un’anima ce l’ha. Qualcuno me l’ha soffiata dentro con la forza dei sentimenti. Si chiamava Giancarlo e anche ora che lui non c’è più, quel soffio è rimasto dentro di me e a quello che abbiamo realizzato insieme. Così lui è ancora qui. E resta qui».  E’ proprio la macchina da scrivere di Giancarlo a parlare nell’intro dello spettacolo e ad indicare agli spettatori la direzione da seguire per un racconto immersivo, straordinario, emozionante.

Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ha assistito in religioso silenzio allo spettacolo e l’evidente emozione finale gli ha impedito di intervenire. Al suo fianco in platea era seduto Armando D’Alterio, sostituto procuratore nella Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli dal1984 al 2004 alla cui caparbietà, convinzione va ascritta la riapertura delle indagini, nel 1993, sull’omicidio di Giancarlo che portarono alla condanna dei killer materiali e all'identificazione dei mandanti. «E’ importante che la figura di Giancarlo venga ricordata soprattutto nell’ambiente scolastico perché viene sottolineato il valore educativo di una persona simbolo di legalità, di onestà e di rettitudine. Stasera sul palco questi attori non hanno recitato – conclude D’Alterio – ma ci hanno trasmesso che Giancarlo è nei loro cuori attraverso sentimenti radicati da anni. Più che assistere ad un’opera teatrale, stasera siamo stati testimoni della maniera migliore per tramandare l’operato di Giancarlo».

All’opera hanno collaborato con patrocini morali l’Ordine dei Giornalisti della Campania e la Cooperativa Sociale Giancarlo Siani che promuove Radio Siani. In scena con Giovanni Caso, Antonio Annunziata e Marianeve Vitiello anche Cesare Ciaravola e il piccolo Luigi Vitiello.

“Lexikon 80” è stato totalmente realizzato da torresi. Da quei “cittadini” impegnati nella promozione culturale che anche Giancarlo Siani aveva iniziato a conoscere e a stimare, ma che il suo giornale, Il Mattino, non gli chiedeva di raccontare. Un versante della città che, ora come allora, esiste. Credeteci, esiste!