A cura della Redazione

Non una semplice gara scolastica, ma una vera sfida intellettuale. Le Olimpiadi di Civiltà Classica, svoltesi nella nostra scuola il 20 febbraio 2026, sono competizioni dedicate allo studio del latino, del greco e della cultura del mondo antico. Un’occasione per mettere alla prova non solo le conoscenze linguistiche, ma anche la capacità di analisi, interpretazione e riflessione critica. La competizione era articolata in più prove: lingua latina, lingua greca, civiltà latina e civiltà greco-latina.

Le prove di lingua prevedevano la traduzione e il commento di testi complessi, mentre quelle di civiltà richiedevano una riflessione su temi storici, letterari e culturali dell’antichità. In entrambi i casi, non si trattava di semplici esercizi, ma di un confronto diretto con il pensiero degli autori antichi. L’iniziativa ha coinvolto non solo studenti del liceo classico, ma anche ragazzi di altri indirizzi con solide competenze.

La presenza di diverse categorie ha reso le Olimpiadi inclusive e accessibili, valorizzando percorsi di studio differenti e dimostrando come la cultura classica non appartenga a un solo indirizzo, ma rappresenti un patrimonio condiviso. Ma perché confrontarsi ancora oggi con testi scritti più di duemila anni fa? Perché gli autori antichi parlano di temi che non hanno perso attualità: il valore della giustizia, dell'ospitalità, il significato della libertà, il rapporto tra individuo e Stato, il peso della responsabilità personale.

Nei discorsi politici romani, nei drammi greci, nelle riflessioni filosofiche troviamo domande che continuano a riguardarci. Gli insegnamenti del mondo classico non offrono risposte semplici, ma educano al dubbio, al ragionamento, alla capacità di argomentare. Ed è proprio questa attitudine critica a rendere le cosiddette “lingue morte” sorprendentemente vive.

Al di là delle classifiche, ciò che rimane è l’esperienza. Le Olimpiadi di Civiltà Classica ci ricordano che latino e greco sono strumenti vivi di pensiero. E forse il loro valore più grande sta proprio qui: insegnarci a riflettere con profondità, a leggere con attenzione e a costruire il presente partendo dalle nostre radici culturali.

MARIANNA RAIOLA – III A Classico Pitagora-Croce

Di seguito il riquadro della classifica pubblicata da Eduscopio della fondazione Agnelli. Una graduatoria molto significativa nella quale si evince che i risultati universitari degli alunni del Liceo Classico “Pitagora-Croce” di Torre Annunziata sono superiori a quelli degli altri istituti del circondario e anche di alcuni omologhi napoletani.