Nel cuore pulsante di una serata intrisa di emozione e raffinatezza, il suggestivo spazio dell’Agorà Morelli di Napoli ha fatto da cornice alla presentazione dell’ultimo lavoro discografico di Roberta Tondelli, “Sussurrando”. Un titolo che è già promessa e poetica, un invito ad ascoltare anche con l’anima. L’atmosfera, elegante e intima, ha accolto gli ospiti in un abbraccio fatto di luci soffuse, dettagli curati e una vibrazione artistica capace di predisporre all’ascolto profondo. Roberta Tondelli, con la sua presenza delicata e intensa, ha saputo raccontarsi attraverso le tracce del nuovo album, alternando momenti personali a interpretazioni cariche di sentimento. “Sussurrando” non è solo un disco, è un dialogo sottovoce, una carezza sonora che attraversa emozioni, ricordi e suggestioni.
Tra i momenti più coinvolgenti della serata, l’esecuzione di alcune intramontabili canzoni classiche napoletane, sapientemente reinterpretate e inserite nel nuovo progetto discografico. Era de Maggio, Vieneme ‘nnzuonno, ’A cchiu’bella , Canzone appassiunata, melodie, già ricche di storia e identità, sono state restituite con una sensibilità nuova, capace di rispettarne l’anima originaria e, al contempo, di donare loro una veste intima e contemporanea. La voce di Roberta, calda e avvolgente, ha saputo accarezzare e sussurrare ogni parola, rendendo ogni brano un piccolo racconto, un frammento di vita condivisa. In quella dimensione sospesa tra musica e poesia. “Sussurrando” si è rivelato per ciò che è: un progetto autentico, nato da una profonda esigenza espressiva.
Presenti all’Agorà Morelli i grandi amici musicisti che hanno suonato per Roberta nel nuovo disco: Mauro Spenillo al pianoforte e arrangiatore di tutto il disco, Davide Frezza alla batteria, Roberto D’Aquino al contrabbasso, Federico Luongo alla chitarra, Enzo Anastasio al sax , Michele Maione alle percussioni, Giuseppe Milici all’armonica ed il giovanissimo chitarrista Francesco Gallo che insieme ad Andrea De Luca, marito di Roberta, accompagnano la cantante in tutti i suoi concerti, Andrea al pianoforte e Francesco alla chitarra.
Roberta Tondelli si è concessa con grande disponibilità e autenticità, regalando riflessioni profonde e sguardi sinceri sul suo percorso creativo e umano. E lo ha fatto anche rispondendo ad alcune, nostre domande, a cui ha replicato con entusiasmo, gentilezza e una disarmante sincerità.
Roberta, partiamo da “Sussurrando”: com’è nato questo lavoro?
Il disco nasce da una scelta artistica precisa: recuperare la dimensione più autentica e live della musica. “Sussurrando” si presenta come un’oasi acustica. Nessun campionatore né batteria elettronica, ma soltanto strumenti veri, suonati da musicisti di grande esperienza del panorama campano e nazionale.
Il titolo è molto evocativo. Che valore ha per te il “sussurro”?
Il sussurro è qualcosa di potente nella sua delicatezza. Non ha bisogno di alzare la voce per essere ascoltato. Anzi, spesso richiede più attenzione. È un invito a fermarsi, ad ascoltare davvero, e credo che oggi ne abbiamo tutti molto bisogno.
Qual è il filo conduttore dell’album e la modalità della scelta dei quattordici brani?
Il filo conduttore dell’album non è cronologico, ma emotivo. La tracklist mette in dialogo i capolavori della tradizione ottocentesca, come Era de Maggio e Canzone appassiunata di Salvatore di Giacomo, con alcuni dei classici della canzone moderna firmati da artisti come Pino Daniele, Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo. Il risultato è un percorso musicale coerente in cui swing e smooth jazz diventano un linguaggio universale per raccontare Napoli.
Roberta è arrivato il momento di ringraziare…chi?
Innanzitutto il Maestro Mauro Spenillo per aver preso le mie idee trasformandole esattamente nel suono che sognavo. Grazie per aver capito e rispettato l’anima di questo album. Ringrazio Giuseppe Milici armonicista di fama internazionale che arricchisce con il suo stile inconfondibile alcuni brani dell’album. Un ringraziamento particolare a Sergio Iodice autore del brano Comm’aggia fa. A Daniele Ippolito per avermi fatto scoprire alcune perle nascoste del patrimonio musicale napoletano. A tutti i musicisti che hanno impreziosito questo album: da Davide Frezza a Francesco Gallo che io chiamo Kekko, giovanissimo chitarrista che mi segue in ogni mio concerto, lo definirei “il mio terzo figlio”. A mio marito Andrea pianista ed ai miei figli Federica ed Enzo un grazie enorme per aver ascoltato le mie prove, supportato i miei silenzi e festeggiato i miei accordi.
C’è un messaggio che speri arrivi a chi ascolterà “Sussurrando”?
Sì, che non bisogna avere paura della propria interiorità. Anche i momenti più fragili possono diventare bellezza se accolti. E che, a volte, le risposte più importanti arrivano proprio quando smettiamo di fare rumore.


