Nel silenzio carico di attesa del Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei, le luci si abbassano lentamente ed al buio il pubblico viene trascinato dentro una storia antica eppure incredibilmente attuale. “La Scelta”, dramma contemporaneo liberamente ispirato a Le Supplici di Euripide, non è stata soltanto una rappresentazione teatrale: è stata un’esperienza emotiva e profondamente umana.
A firmare scrittura e regia dello spettacolo è stata la professoressa Carola Flauto, che ha saputo trasformare il capolavoro euripideo in un potente grido contemporaneo contro l’indifferenza, la sopraffazione e il silenzio dei potenti. Una rilettura intensa e coraggiosa, capace di parlare direttamente alle coscienze attraverso parole, corpi, musica e sguardi. La pièce, realizzata dal Laboratorio Teatrale “Anita Sorrentino” del Liceo Pitagora-Croce di Torre Annunziata in collaborazione con La Fabbrica delle Storie di Shalom Progetto Famiglia ODV, ha messo in scena il dramma eterno della richiesta di giustizia da parte dei più fragili. Proprio in questa scelta narrativa risiede la forza dello spettacolo: riportare al centro il diritto dei deboli di essere ascoltati.
“Ai più deboli è concesso rispondere ai potenti, e ha la meglio chi è realmente nel giusto. Questo vuol dire essere liberi.” Una frase che diventa manifesto dell’intera rappresentazione. Non solo teatro, ma denuncia, riflessione, responsabilità collettiva. Le radici dell’opera affondano nella tragedia di Euripide, rappresentata per la prima volta tra il 423 e il 421 a.C., nel pieno della Guerra del Peloponneso, subito dopo la disfatta ateniese nella battaglia di Delio. Le supplici del dramma antico erano le madri dei sette condottieri argivi caduti nel fallito assalto a Tebe, donne piegate dal dolore ma non dalla paura, determinate a reclamare dignità e giustizia. Ed è proprio questo nucleo universale che “La Scelta” riesce a restituire con straordinaria sensibilità: la voce di chi non vuole più restare invisibile.
Sul palco, gli studenti-attori hanno dato vita a interpretazioni autentiche e vibranti, capaci di alternare delicatezza e forza scenica. Ogni gesto, ogni battuta, ogni pausa, sembrava parlare direttamente al cuore del pubblico. La scena si è trasformata in uno spazio di coscienza condivisa, dove il teatro è tornato ad essere ciò che era nell’antica Grecia: luogo politico dell’anima. Determinante l’organizzazione del progetto teatrale affidata alle docenti Monica Roviello e Pina Antignani, che hanno sostenuto con passione e competenza ogni fase del percorso laboratoriale, permettendo agli studenti di vivere un’esperienza artistica e formativa di altissimo valore.
Fondamentale anche il contributo della consulente artistica, la professoressa Maria Luisa Napolitano, che dopo alcune lezioni sul teatro greco, ha arricchito la costruzione dello spettacolo, donandogli profondità estetica e intensità emotiva. I balletti del coreografo e solista ballerino Francesco Ingenito sono pura emozione in movimento. Ogni coreografia racconta una storia fatta di sensibilità, eleganza e intensità, dove il corpo diventa linguaggio universale capace di parlare direttamente all’anima. La sua danza unisce tecnica raffinata e profonda espressività, creando atmosfere coinvolgenti che catturano lo sguardo e il cuore dello spettatore. Suggestiva, eloquente ed efficace la scenografica firmata da Angela Flauto unitamente all'esemplare direzione artistica di Mario Flauto.
Prezioso, inoltre, il lavoro dell’aiuto regia Linda Avvisato, che ha accompagnato con sensibilità e precisione l’intero impianto registico, contribuendo alla fluidità e all’armonia della messa in scena. “La Scelta” ha dimostrato come il teatro scolastico possa diventare un laboratorio di umanità, uno spazio in cui i giovani non si limitano a recitare, ma imparano a interrogare il presente, a dare forma alle emozioni, a costruire pensiero critico. In un tempo segnato da conflitti, disuguaglianze e fragilità sociali, questa rappresentazione ha ricordato a tutti che la cultura resta uno degli strumenti più potenti per educare alla libertà e alla giustizia. Alla fine dello spettacolo, applausi lunghi e commossi del pubblico non erano soltanto un tributo alla bravura degli interpreti, erano il riconoscimento di qualcosa di più profondo: la consapevolezza di aver assistito a un’opera capace di lasciare un segno molto significativo.
In calce allo spettacolo i genitori di Anita, Pina Balzano e Biagio Sorrentino, hanno manifestato il loro commosso riconoscimento: «È sempre una grande emozione salire sul palco, dove si esibiscono i ragazzi che hanno scelto il Laboratorio Teatrale dedicato a nostra figlia Anita. Ognuno di voi porta qualcosa della nostra piccola e questo per noi è vita. Voi siete i veri protagonisti di questa scena, di questa avventura che vi porterete nel cuore per tutta la vita. Volate sempre più in alto nei vostri sogni, rimanendo con i piedi per terra. Usate la tenacia e lo spirito di sacrificio: senza questo non si va molto lontano. Grazie ancora a tutti voi». Pina e Biagio hanno consegnato riconoscimenti per la dirigente scolastica Tiziana Savarese e per le docenti di riferimento del progetto teatrale attivo nel Liceo torrese da ben 29 anni.
Ad ogni giovane attore, infine, sempre da parte dell’Associazione “Amici di Anita Sorrentino”, è stata riservata una targa dal testo molto significativo: “Il Teatro è palestra per l'anima! Allena cuore, mente, coraggio e perseveranza. Una scena nasce da mille ripetizioni e la pazienza costruisce capolavori, esigendo sacrifici che sono veri maestri di vita. Non stancarti mai di ricominciare, perché vali e sei irripetibile!”.
(Foto di Antonello Selleri)


