A cura della Redazione

In un momento di straordinario fermento culturale per la nostra terra, l’area vesuviana celebra un traguardo di immenso prestigio. Giovanni Taranto, firma storica del giornalismo d'inchiesta e orgoglio di Torre Annunziata, è stato insignito del Premio Elsa Morante 2026 per la sezione Nisida. Il riconoscimento, frutto di un profondo lavoro di condivisione con gli operatori del carcere minorile, premia la capacità dell’autore di trasformare la cruda realtà della cronaca in una narrazione civile di altissimo profilo.

"La Chianca": un grido di giustizia tra le pagine Al centro del successo c’è l’ultimo, dirompente romanzo di Taranto, “La Chianca” (Avagliano Editore). L’opera rappresenta un’immersione senza sconti in una realtà brutale: la denuncia dei traffici di donne. Attraverso una "polifonia" di voci — carabinieri, magistrati e testimoni — che Cecilia Scerbanenco ha paragonato a un coro da tragedia greca, il romanzo svela come il male prosperi nel silenzio e in una fitta rete di complicità alimentata da paura e convenienza. Con una scrittura definita "lucida e matura" dai massimi esperti del settore, Taranto non solo racconta un’indagine del Capitano Giulio Mariani, ma costruisce un baluardo contro l'indifferenza, tanto da rendere il libro protagonista di un progetto educativo a Nisida focalizzato proprio sulla difesa dei diritti delle donne.

Dall’ombra del vulcano alle biblioteche mondiali Il percorso letterario di Taranto, ormai riconosciuto come il padre del “noir vesuviano” o “giallo vulcanico”, ha abbattuto ogni confine geografico. La saga del Capitano Mariani è diventata un caso di studio internazionale: i volumi della serie sono oggi orgogliosamente custoditi nelle prestigiose biblioteche della Harvard University e della Firestone Library di Princeton. Un successo che poggia su fondamenta solide, come dimostrano i numerosi premi precedenti: dal primo posto al Premio Mysstery con "Requiem sull’ottava nota" alla vittoria del Premio Meridies e del premio nazionale “Aghinolfi” con "Mala fede".

Un autore, una vita per la legalità Dietro il successo letterario batte il cuore di un giornalista che per quarant’anni ha sfidato i poteri criminali del Napoletano. Già vicedirettore di Metropolis Quotidiano e presidente dell’Osservatorio per la legalità a Torre Annunziata, Taranto è stato celebrato persino all’ONU come simbolo dell'Arma dei Carabinieri. La sua voce, capace di unire coraggio e cultura, è stata definita dal sociologo Derrick de Kerckhove come uno "strumento tecnologico del linguaggio" indispensabile per spezzare i legami tra le mafie e le nuove generazioni.

La grande festa al Teatro Diana il prossimo 12 maggio dove Taranto riceverà ufficialmente il premio. La cerimonia, presieduta da Dacia Maraini, vedrà la partecipazione di una giuria d’eccellenza composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini e Teresa Triscari.

Insieme a lui, saranno premiati altri giganti della cultura contemporanea: Matteo Bussola per la narrativa ragazzi, Luigi Garlando per la biografia, Roberto Saviano per l'impegno civile, Amalia Ercoli Finzi, Elvina Finzi e Tommaso Tirelli per la divulgazione scientifica, Rula Jebreal per la comunicazione, Ermal Meta per la musica e Titti Marrone per la narrativa.