La magia della musica. Un potere straordinario di influenzare emozioni, pensieri e comportamenti che agisce come una forma di terapia non verbale facilitando il contatto con le proprie emozioni più intime. La magia della musica ha invaso ieri sera anche il Teatro San Francesco di Torre Annunziata grazie alla gradevole performance di un ensemble formato da quattro giovanissimi artisti, “Arcadia”.
Domenico Pinto (pianoforte), Michele Maria Orazzo (flauto), Lorenzo Scassillo (violino e basso elettrico) e Serena Miale (soprano e pianoforte) hanno proposto “In… canto d’Autore”, un percorso musicale costruito attraverso autori contemplati nel comparto “classico” come Beniamin Godard, Edward Elgar, Camille Saint Saens, Jaques Ibert, Giuseppe Verdi, Eva dell’Acqua, Johann Sebastian Bach, Francois Josheph Gossec sovrapposti, con sapienza ed eleganza, ad autentiche pietre miliari della canzone, altrettanto “classica”, napoletana: ‘A Vucchella, Reginella, I’ te vurria vasà, Munasterio ‘e Santa Chiara, ‘O Sole mio.
Sin dalle prime note dell’overture si è percepito il contatto epidermico stabilito immediatamente con il pubblico. Un’ipnosi artistica suscitata dalla coscienza, dalla preparazione, dalla competenza, dalla spontaneità, dal brio di quattro giovani musicisti indirizzati con serietà su tracce professionali di prestigio. Michele Orazzo e Serena Miale si sono già laureati al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, mentre Lorenzo Scassillo e Domenico Pinto sono prossimi a conseguire il titolo accademico. L’ensemble “Arcadia” nasce in occasione della loro partecipazione alla II Rassegna Teatrale Sanfrancesco e per la quale concorrono al premio “Francesco Esposito” creato quest’anno dall’associazione organizzatrice per la sezione musicale. Liliana Peluso, direttrice artistica della kermesse, ha fortemente voluto l’istituzione di questo riconoscimento speciale che ha indubbiamente arricchito e consolidato il contenitore culturale nato per favorire la socialità in un territorio particolarmente complesso della nostra città.
Platone sosteneva che "la musica è una legge morale. Essa dà un'anima all'universo, le ali al pensiero, uno slancio all'immaginazione”. Serena, Michele, Lorenzo e Domenico, a distanza di quasi 2500 anni, ci hanno convinto, ieri sera, a condividere il pensiero del celeberrimo scrittore e filosofo greco.


