C’è un filo invisibile, ma potentissimo, che lega musica, teatro e memoria nello spettacolo Vesuvio e Anime del gruppo I Quattro Quarti, diretto con sensibilità e intelligenza da Vincenzo Tortora.
Un’opera, andata in scena al teatro San Pietro di Scafati lo scorso 12 aprile, che non si limita a intrattenere, ma si propone come un vero e proprio affresco culturale della Napoli più profonda, quella che vive nei vicoli, nelle credenze popolari, nelle storie tramandate e nelle note cantate in dialetto. Fin dalle prime battute, lo spettacolo si distingue per una scelta registica originale: l’apertura non è semplicemente musicale, ma costruita su un dialogo metateatrale sulla scaletta stessa. È un espediente che coinvolge subito il pubblico e introduce il tema centrale: la cultura popolare napoletana, viva, pulsante, contraddittoria.
Lo spettacolo alterna con ritmo ironia e riflessione, raccontando l’identità napoletana attraverso superstizioni, miti come quello di Partenope e riferimenti a Eduardo De Filippo. Viene valorizzato il ruolo delle donne, mentre la vita quotidiana prende forma nel dialogo tra Don Salvatore e Donna Amalia.
La memoria storica emerge con le Quattro Giornate di Napoli e la figura di Gennaro Capuozzo, accanto al simbolismo del caffè come gesto di solidarietà. Nel secondo atto si affrontano emigrazione e fede, con San Gennaro come riferimento di speranza, e la figura di Masaniello come emblema di ribellione e fragilità e l’immancabile Pulcinella.
Tra musica e serenate si sviluppa il tema dell’amore, fino ad arrivare a quello dell’identità e inclusione con la figura del femminiello, raccontata attraverso Carmelo “La Tarantina”. Nel complesso, lo spettacolo restituisce una Napoli autentica, fatta di tradizioni, contrasti e resilienza, configurandosi come un intenso racconto collettivo.
I monologhi di Adele Regina Oliva e di Vincenzo Tortora rappresentano il cuore emotivo dello spettacolo: intensi, ben scritti e interpretati con grande sensibilità, riescono a fondere profondità e coinvolgimento, restituendo tutta la ricchezza dell’animo napoletano.
Adele conquista la scena con una presenza intensa e magnetica: il suo monologo è attraversato da una sensibilità vibrante, capace di passare con naturalezza dalla dolcezza alla rabbia, dalla nostalgia alla fierezza. La sua voce si fa strumento narrativo potente, restituendo tutta la complessità dell’animo napoletano.
Vincenzo, dal canto suo, dimostra una scrittura raffinata e una notevole capacità interpretativa. I suoi monologhi sono costruiti con intelligenza e ritmo, capaci di alternare ironia e profondità, leggerezza e denuncia. In scena, la sua presenza è solida, autorevole, ma mai distante: riesce a dialogare con il pubblico, a coinvolgerlo, a guidarlo dentro le pieghe della storia e della cultura napoletana con naturalezza e passione.
A questi si aggiunge il potente intervento di Marica Russo, che nei panni della moglie di Masaniello offre un’interpretazione intensa, dura e profondamente sentita, capace di trasmettere tutto il dolore e la dignità di una perdita tragica.
Accanto a loro, la voce narrante di Antonella Amitrano si distingue per calore ed eleganza, accompagnando il pubblico con naturalezza e rendendo il racconto fluido e suggestivo.
Fondamentale anche il contributo dei musicisti, (chitarra Giovanni Aquino, percussioni Vincenzo Raiola, flauto Marica Russo), veri protagonisti della scena: precisi, affiatati e carichi di emozione, arricchiscono ogni momento con esecuzioni vive e autentiche. Ne nasce uno spettacolo armonioso e coinvolgente, capace di unire parola e musica in un’esperienza collettiva intensa e appassionata, che omaggia Napoli con sincerità e grande qualità artistica. In questo intreccio di voci, parole e suoni, lo spettacolo dei Quattro Quarti trova la sua forza più grande: quella di essere un’esperienza collettiva, in cui ogni interprete contribuisce a creare un racconto ricco, emozionante e profondamente sincero. Un omaggio a Napoli che passa attraverso il talento, la passione e una straordinaria capacità di stare in scena.
Hanno preso parte allo spettacolo il gruppo folkloristico Quelli della Curva.


