A cura della Redazione

Il Centro Studi StoriciNicolò d’Alagno”, in sinergia con le parrocchie Ave Gratia Plena, di Torre Annunziata, e Sant’Anna di Boscotrecase, con la collaborazione dell’Associazione Primaurora e il prezioso contributo offerto dalla “Cantina del Vesuvio” di Maurizio Russo, in occasione del 120° anniversario dell’eruzione vesuviana dell’aprile 1906, organizza un calendario di attività volte a fare memoria e ad approfondire le testimonianze storiche riguardanti il drammatico evento vulcanico che segnò profondamente le comunità vesuviane.

Al riguardo, come da programma, si propone una serie di incontri culturali, sia a Torre Annunziata che a Boscotrecase, durante i quali sarà presentata parte della bibliografia storica locale riguardante l’eruzione, con interventi di studiosi del territorio. Sarà inoltre allestita una mostra cronofotografica a tema – che si auspica possa diventare itinerante – curata dallo scrivente con materiale tratto dall’Archivio/Raccolta Marasco e realizzata su sei pannelli esplicativi.

I pannelli che verranno presentati al pubblico ripercorrono i fatti salienti accaduti tra il 4 e il 21 aprile 1906. Attraverso immagini e testi emergono non solo i dati scientifici, ma il pathos, il timore e lo stupore di chi fu testimone della forza della natura e di chi, in seguito, ebbe modo di visitare i luoghi colpiti.

Rinnovarne oggi la memoria non è un esercizio anacronistico, ma un atto dovuto: i drammatici giorni di quell'aprile appartengono intimamente alle nostre comunità, forgiate nei secoli dal fuoco e dagli umori della “Montagna”.

A conclusione delle attività, si propone una “passeggiata naturalistica” lungo il corso del fiume di lava: dal Fruscio al Bosco della Cupaccia.

Infine, desidero rivolgere una dedica a chi studia e sorveglia costantemente il Vesuvio, garantendo una convivenza consapevole tra il vulcano e le sue genti. Un sentito ringraziamento va anche a chi investe risorse e si impegna ogni giorno con profondo senso civico, spesso in forma volontaria, per la tutela e la valorizzazione di questo immenso patrimonio naturalistico. Il Vesuvio e il suo territorio restano, in assoluto, il nostro bene più prezioso.

VINCENZO MARASCO