A cura della Redazione

L’occasione l’ha favorita la presentazione del libro “I contorni della memoria”, autore Paolo Cibelli, in programma domani 15 aprile 2026 alle ore 17.00 Palazzo Criscuolo a Torre Annunziata i cui dettagli si possono evincere dalla locandina.

«Tutto è partito da lì, dal libro di Paolo dove via Gino Alfani viene citata in copertina insieme al pino della curva. Mi sono ricordato di quelle foto "lavorate" come si faceva anni fa e ho pensato di proporle in visione». Così Felicio Izzo spiega come è nata l’idea di affiancare la presentazione del volume “I contorni della memoria” con l’esposizione “II Pino della curva: Foto-Sintesi del mare”, una serie elaborazioni grafiche di Felicio Izzo, Lillina Cirillo, Crescenzio D'Ambrosio degli studenti del Liceo Artistico “Giorgio de Chirico” di Torre Annunziata.

E’ lo stesso Felicio Izzo a presentare le opere

Ci sono luoghi del proprio paese che hanno un senso speciale, peculiare, legati come sono ad un'emozione individuale, a un ricordo personale e profondamente sentiti. E luoghi che fanno parte della sensibilità collettiva, ben più che generazionale, anche perchè le attraversano le generazioni, come le età e le differenti stagioni della vita. Uno di questi è la curva di via Gino Alfani, posto di incontri, di panorami e visioni, di utopie e narrazioni, di sogni e confessioni. E allora accade che un angolo, una presenza, un arredo di quel luogo finisca per incarnarne lo spirito, rappresentarne l'anima, quella che pure una cosa può avere. Una sorta di genius loci domestico, una divinità tutelare e a tutela, custodia e cura del poco che ha finito per diventare molto, per significare tanto per un'intera comunità.

Così è stato per il pino marittimo. La sua condizione di sofferenza alla quale è stato costretto dalla soffocante pavimentazione ne ha minato ii naturale sviluppo. Eppure nella sua ansia di sopravvivenza si è contorto, piegato, assecondando e resistendo al vento che spira dalla baia, ma consegnandosi ad uno stato di pericolo. Solo allora ci siamo accorti quanto fosse necessario salvarlo. Quelle proposte sono soluzioni "creative" pensate qualche lustro fa e realizzate in modo ancora artigianale. I tempi di ChatGpt erano ancora da venire. Per preservarne l'esistenza e con essa la bellezza anzichè farne - e colpevolmente - materia di memoria da affidare e ridestare nei racconti dei tempi che furono. Perché la bellezza ha in sé lo statuto dell'eternità e questo di singolare: sia antica o recente si rinnova nel tempo, vive nel presente della sua rassicurante percezione, impegnando sempre ii futuro in quella speranza di armonia che ha il miracoloso potere di trasmetterci.

FELICIO IZZO