Nel panorama dei musical italiani, pochi spettacoli hanno lasciato un segno così profondo come “C'era una volta... Scugnizzi”. Nato dalla sensibilità artistica di Claudio Mattone, con la collaborazione di Enrico Vaime, questo musical affonda le sue radici nel' omonimo film diretto da Nanni Loy, trasformando una storia già intensa in un'esperienza teatrale capace di emozionare generazioni diverse. Ambientato nella vibrante e contraddittoria città di Napoli, lo spettacolo racconta la storia di due ragazzi, Saverio e Raffaele, cresciuti tra le difficoltà dell'istituto minorile di Nisida. Le loro vite, inizialmente unite da un destino comune, si separano drasticamente nel tempo: Saverio sceglie la strada della fede e dell'impegno sociale, diventando un simbolo di speranza per i giovani più fragili; Raffaele, soprannominato "'o russo", imbocca invece il sentiero oscuro della criminalità, incarnando le tentazioni e le derive di una realtà spesso spietata.

Il cuore del musical pulsa proprio nello scontro tra questi due mondi: da una parte la redenzione, dall'altra la violenza. Ma ciò che rende davvero potente la narrazione è la sua capacità di andare oltre il semplice conflitto personale, trasformandolo in una riflessione universale sulla possibilità di scegliere, cambiare e resistere. Quando la tragedia colpisce e Saverio perde la vita, il suo sacrificio diventa scintilla di ribellione: i ragazzi trovano finalmente il coraggio di alzare la voce contro la camorra, dando vita a un grido collettivo che è insieme dolore, sfida e speranza. Completamente nuovo il cast: Alfonso Giorno, Ciro Salatino, Aurora Caso, Benedetta Cenani, Claudio Cesa, Andrea Camilla Conte, Giovanni Di Capua, Vincenza Donciglio, Maria Sofia Dos Santos, Chiara Esposito, Emanuele Esposito, Francesco Esposito, Lorenzo Esposito, Fatima Gagliardi, Giusy Lo Sapio, Roberta Pellecchia, Luciano Romano, Lorenzo Simeone, Sara Stanco, Ernesto Tassari, Antonella Vitiello e con Salvatore Catanese, Ciro Mazaner, Peppe Romano. Capolavori sono le canzoni di Claudio Mattone che oramai ci appartengono: 'A città 'e Pulecenella, Magnifica gente, Perzone perzone, Carcere 'e mare, Scétate scé..., Parlanno parlanno, Zoccole, Arrangiammoce, Io ce credo.

La scena di Bruno Garofalo, creata per la prima edizione è ancora perfetta e che si abbellisce e prende nuovo senso e forza grazie alle proiezioni di un oggi sfolgorante che accompagnano tutto il racconto nella città molto amata. La fantasia di Francesca Romana Scudiero ha vestito tutti gli artisti con segni colorati e dettagli sapienti utili a dare forza e carattere ai loro piccoli e grandi personaggi. Ottime le orchestrazioni di Pino Perris.

"C'era una volta... Scugnizzi" non è solo un racconto di strada, ma un'opera sospesa tra realtà e poesia. I suoi protagonisti sono giovani anime in bilico, costrette a crescere troppo in fretta ma ancora capaci di sognare. È proprio in questa tensione che il musical trova la sua forza: nella capacità di parlare a tutti, indipendentemente dal tempo o dal luogo. Il ritorno sulle scene con nuovi interpreti rinnova l'eredità di questo capolavoro, dimostrando quanto il suo messaggio sia ancora attuale. In un mondo che continua a confrontarsi con disuguaglianze e marginalità, lo spettacolo invita a non smettere di credere nella possibilità di un futuro diverso. Più che un semplice musical, "C'era una volta... Scugnizzi" è un'esperienza emotiva che interroga lo spettatore, lo coinvolge e lo lascia con una domanda fondamentale: quanto siamo disposti a lottare per cambiare il nostro destino e quello degli altri?