In fisica a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria; in politica, però, le leggi della fisica contano poco. Alla nota del segretario del PD di Torre Annunziata, Ciro Passeggia — nella quale si chiedeva, neppure esplicitamente, al sindaco Cuccurullo di assumere una decisione responsabile per evitare un eventuale nuovo e lungo commissariamento del Comune — ha fatto seguito una reazione durissima di quattro consiglieri comunali dem: Fabio Giorgio, Luisa Acunzo, Nella Monaco e Gaetano Ruggiero, con l'esclusionne di Antonietta Colletto.

In un documento indirizzato ai vertici provinciali e regionali del partito, i quattro consiglieri prendono le distanze dalle parole del segretario cittadino, attaccandolo apertamente. Parlano di un suo «fallimento politico» — nonostante il PD oplontino sia risultato primo partito alle elezioni comunali e regionali — e ricordano la recente bocciatura politica segnata dall’autosospensione di 13 componenti del Direttivo su 25. Secondo i firmatari, inoltre, vi sarebbe «il tentativo disperato, su suggerimento dei vecchi dinosauri del PD locale, di trasformare un atto tecnico e ispettivo in un’arena di scontro di parte».

«Auspichiamo — aggiungono — che il lavoro della Commissione si svolga con il dovuto rigore ma lontano dal clamore delle fazioni, evitando che uno strumento di garanzia si trasformi in una sentenza anticipata». Da qui la richiesta di un intervento politico dei vertici provinciali e regionali del partito «affinché venga scongiurato qualsiasi tentativo di strumentalizzare una vicenda così delicata».

Ma al di là di questa presa di posizione dei quattro consiglieri, il vero nodo resta un altro: nel Partito Democratico di Torre Annunziata la conflittualità interna è una costante da decenni. In ogni organismo democratico esistono maggioranza e opposizione, ma solitamente le due componenti convivono nell’interesse comune. Nei Dem oplontini, invece, questa regola sembra non valere: le diverse correnti si contrappongono continuamente, spesso con toni molto duri.

A complicare ulteriormente il quadro è stata la posizione del sindaco Cuccurullo che, pur non essendo iscritto al PD, fin dall’inizio del mandato si è schierato con la minoranza del partito, assegnando un assessorato a quest’ultima — inizialmente rappresentata da un solo consigliere comunale (Gaetano Ruggiero), poi successivamente affiancato da Nella Monaco  — e nessuno alla maggioranza, che contava tre consiglieri. Nonostante ciò, il gruppo consiliare ha continuato a votare compatto le delibere in Consiglio comunale, con l’unica eccezione dell’elezione del presidente del Consiglio.

Col passare del tempo, però, gli equilibri sono cambiati quando si è prospettato l'ingresso in giunta di un esponente della maggioranza del gruppo consiliare. Il capogruppo Fabio Giorgio insieme alla consigliera Luisa Acunzo (uscita da Torre Libera) — sono passati alla minoranza, che è così diventata la nuova maggioranza consiliare con un rapporto di forza di quattro a uno.

Da qui l’autosospensione di 13 membri del Direttivo e la richiesta ai vertici sovracomunali di intervenire fino all’ipotesi di un commissariamento del partito locale. Una crisi interna che, ancora una volta, riporta al centro le profonde divisioni che da anni attraversano il PD torrese.

(Nella foto, da sinistra Ciro Passaggia e Fabio Giorgio)