A cura di Domenico De Vito

Oggi, 29 maggio 2020, sono esattamente 54 anni dallo spareggio di Roma tra Savoia e Nardò per la permanenza in serie C.

Nell'estate del 1965, sollecitato anche dal sindaco Luigi Matrone, l'imprenditore Franco Faraone Mennella, a soli 34 anni, rileva il Savoia da Peppe Russo, il più giovane presidente di sempre a soli 28 anni, costretto a lasciare il timone della società per impegni lavorativi.

Il neo presidente si presenta subito alla piazza con una campagna acquisti importante per puntare ad un campionato di vertice. Dalla Nocerina arriva il portiere Roi, il catanese Bechelli, il milanista Stucchi e dall'Udinese Ferrari, quest'ultimo con un ingaggio di 400 mila lire mensili.

L'inizio non è dei migliori ed allora il presidente corre ai ripari a novembre, facendo arrivare a Torre Annunziata calciatori del calibro di Inferrera, Mainardi, Genisio ed Esposito. Purtroppo sarà un campionato balordo al punto che, dopo la vittoria interna contro l'Ascoli del 3 aprile del 1966, il Savoia nelle ultime 6 partite porta a casa un solo punto

I bianci finiscono terzultimi insieme al Nardò con 26 punti e per mantenere la categoria bisogna vincere assolutamente lo spareggio di Roma allo stadio Flaminio.

Viene richiamato in panchina anche il duo Spartano- Lopez che portano la squadra in ritiro al centro sportivo dell'Acquacetosa a Roma nel tentativo di ritrovare la serenità perduta nell'ultimo periodo.

Saranno oltre 15 mila i torresi al seguito dei bianchi, ma non basteranno. Roberto Padovani, bomber ed idolo dei tifosi, viene escluso dalla formazione per motivi disciplinari proprio dal presidente.

Il Savoia perde e retrocede in serie D. Una disfatta senza precedenti, la delusione è tanta e la contestazione del pubblico all'indirizzo del presidente lascia l'amaro in bocca al giovane imprenditore, che decide di lasciare la società.

Nella foto, di Franco Correale, la squadra sorridente proprio al centro sportivo di Roma prima dello spareggio. In piedi da sinistra, Carnevale, Padovani, Pietti, Giambelli, Genisio, Canetti, Rossi, Berlasso, Di Mauro e Boesso,. Seduti, sempre da sinistra, Rovani, Esposito, Santin, Furlan, Nazzi, Bertossi, Balzano, Olcelli.