I carabinieri della Stazione di Lettere hanno eseguito nel pomeriggio del 22 giugno un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 52enne del posto, pluripregiudicato, gravemente indiziato del reato di furto aggravato di autovettura.
Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un'articolata attività investigativa condotta dai militari dell'Arma.
Il furto della Fiat Panda nella notte del 9 marzo
L'indagine trae origine dal furto di una Fiat Panda, avvenuto nella notte del 9 marzo 2026 a Lettere ai danni di un privato cittadino.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il responsabile si sarebbe impossessato del veicolo dopo aver forzato la portiera e il blocco di accensione, riuscendo così a mettere in moto l'auto e ad allontanarsi.
Fondamentale per l'identificazione del presunto autore del furto è stata l'analisi dei sistemi di videosorveglianza comunali installati in Piazza Depugliano.
I filmati esaminati dai carabinieri avrebbero infatti documentato il 52enne mentre si aggirava tra diverse vetture in sosta, armeggiando in prossimità delle serrature prima di allontanarsi a bordo della Fiat Panda risultata poi rubata.
Le immagini raccolte hanno consentito agli investigatori di attribuire con elevata probabilità la responsabilità del furto all'attuale indagato.
Perquisizione in casa: sequestrati gli abiti ripresi dalle telecamere
A rafforzare ulteriormente il quadro indiziario è stato l'esito di una successiva perquisizione domiciliare effettuata presso l'abitazione dell'uomo.
Nel corso delle attività, i militari hanno rinvenuto e sequestrato alcuni capi di abbigliamento che sarebbero risultati perfettamente compatibili con quelli indossati dal soggetto ripreso dalle telecamere di sorveglianza durante la commissione del reato.
Al termine delle formalità di rito, il 52enne è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione con applicazione del braccialetto elettronico.
L'uomo, già gravato da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e da una recidiva specifica infraquinquennale, non si era presentato all'interrogatorio preventivo previsto dalla procedura.


