A cura di Domenico Gagliardi

 

Il progetto di riqualificazione del Porto di Torre Annunziata potrebbe subire una inaspettata battuta d'arresto. Alla vigilia dell'inizio dei lavori, finanziati dalla Regione Campania con 33 milioni di euro tramite fondi europei PON Fesr 2007-2013, a Palazzo Criscuolo giunge la notizia del ricorso presentato dinanzi al TAR dalla ditta giunta seconda in graduatoria nell'ambito della gara d'appalto indetta dal Comune oplontino, l'associazione temporanea di imprese "RTI - Società Italiana Dragaggi SpA", che guida un gruppo di tre aziende consorziatesi per l'esecuzione degli interventi.

Le opere di dragaggio dello scalo marittimo torrese, di bonifica della Salera e di completamento della bretella porto-autostrade (i tre lotti in cui si articola il processo di riqualificazione e risanamento dell’area portuale), previste dal progetto redatto dall'Ufficio Tecnico diretto dall'ing. Giuseppe D'Alessio, sono state appaltate all'ATI capeggiata dalla Savarese Costruzioni (e che comprende anche la CEM SpA e la Tralice Costruzioni Srl), risultata aggiudicataria definitiva dell'appalto. A selezionarla, tra le otto candidate che hanno partecipato all'avviso pubblico, è stata una commissione giudicatrice formata da esperti.

L'ATI della Savarese Costruzioni aveva totalizzato un punteggio di 94,037, a fronte degli 87,704 punti dell'ATI che vedeva come capogruppo la Società Italiana Dragaggi. L’offerta economica della prima era inoltre economicamente più vantaggiosa.

Il ricorso sembra, tuttavia, non preoccupare il sindaco Giosuè Starita. «In settimana firmeremo il contratto con la Savarese Costruzioni - ha affermato il primo cittadino - ed inseriremo nel documento una clausola di salvaguardia, uno strumento giuridico che tuteli il Comune in caso di accoglimento dell’istanza da parte dei giudici amministrativi. Siamo tranquilli, anche perché consapevoli di aver espletato tutte le procedure correttamente e con la massima trasparenza. Riteniamo che l’aggiudicazione sia legittima. Tutte le istituzioni sovracomunali, che necessariamente entrano in causa in appalti di questa entità, sono state messe al corrente, passo dopo passo, dell’intero iter procedurale. I lavori - conclude Starita - inizieranno sicuramente. Non possiamo più perdere tempo».

In effetti, il sindaco ha ragione in relazione a quest’ultimo aspetto. I fondi, infatti, vanno utilizzati entro il prossimo 31 dicembre, pena la loro revoca.

I lavori di bonifica della Salera e di ultimazione della bretella saranno ultimati entro il 31 dicembre, mentre per quanto riguarda il dragaggio del porto, è verosimile che sarà concessa una proroga, trattandosi di importi superiori ai 5 milioni di euro. Per quest’ultimo intervento, infatti, è prevista la spesa più consistente, ovvero poco meno di 15 milioni e mezzo di euro. 

IL PROGETTO. Innanzitutto il dragaggio del porto, indispensabile per il rilancio delle attività dello scalo marittimo, in modo da aumentare il pescaggio delle imbarcazioni fino a 10 metri di profondità e consentire così alle navi di una certa portata di attraccare. L'intento dell'Amministrazione comunale, oltre ad incentivare lo svillupo prettamente commerciale, è quello di fare dello scalo marittimo il punto di snodo della crocieristica sul territorio, garantendo l'attracco dei turisti diretti si siti archeologici vesuviani  

Il dragaggio prevede un prelievo di circa 175 metri cubi di sabbia che potrà essere smaltita in piccola parte (15 mila mc) in ambiente costiero all'’interno di casse di colmata, e in ambiente sommerso interno al porto. I restanti 160 mila metri cubi di sabbia andranno trasportati a rifiuto, con un costo per lo smaltimento stimato intorno ai 12 milioni di euro.

Il secondo intervento consiste nel completamento della bretella di collegamento porto-autostrada A3, già finanziato dalla Provincia di Napoli e dalla Regione Campania, ma successivamente revocato, per la parte di sua competenza, da quest’'ultima. Esso prevede l'’ampliamento di un tratto di circa 100 metri di via Terragneta e la realizzazione di un nuovo tratto, a ridosso dell'’area portuale, che servirà proprio a collegare la zona portuale con le arterie di traffico principali. La realizzazione della bretella è strategica per lo sviluppo delle attività commerciali all'’interno del porto oplontino. Attualmente il traffico pesante diretto allo scalo portuale transita per le strade della città, con un grave danno ambientale ed urbanistico. Inoltre, l’'altezza limitata dei ponti delle Ferrovie dello Stato rappresenta un ostacolo al passaggio di tir di grosse dimensioni. Quindi è quanto mai necessario realizzare il tratto finale della bretella per collegare la zona industriale con il porto. Un percorso lineare di 1.500 metri, dei quali attualmente solo il 50 per cento è transitabile.

Il terzo intervento consiste nella bonifica della Salera e della strada a ridosso dell’'area portuale, che presenta rifiuti per circa 300 metri per un totale di circa 12 mila metri cubi di materiali.