A cura della Redazione

L’apertura del centro commerciale Maximall Pompei rischia di trasformarsi da possibile volano di sviluppo a fattore di crisi per il commercio di prossimità di Torre Annunziata. È quanto sostengono i precedenti presidenti dell’"Associazione Commercianti Torre Annunziata dal 1925" (Giuseppe Pagano, Fabio Boccia, Vincenzo Termolino), che intervengono pubblicamente per accendere i riflettori sulla situazione del tessuto commerciale cittadino.

Secondo gli ex rappresentanti della storica associazione di categoria, la crisi del commercio locale è ormai evidente e viene quotidianamente raccontata. «Nel solo interesse della città e delle imprese torresi - spiegano - sentiamo il dovere di evidenziare le difficoltà che stanno affrontando gli imprenditori e i commercianti, che rappresentano il cuore pulsante dell’economia cittadina».

Tra le cause della sofferenza del settore viene indicata anche l’apertura del grande parco commerciale Maximall Pompeii di Torre Annunziata, definito il più grande del Sud Italia. «È evidente - sostengono - che la presenza del Maximall abbia determinato un forte ridimensionamento del commercio di vicinato, aggravando problematiche già esistenti».

Secondo l’analisi degli ex presidenti dell’associazione, le esperienze maturate negli ultimi anni in diversi territori dimostrano che i grandi insediamenti commerciali, pur contribuendo alla riqualificazione di aree industriali dismesse o quartieri degradati, raramente producono effetti positivi sull’occupazione locale e sull’economia dei centri urbani limitrofi.

Proprio per questo, a loro avviso, sarebbe stato fondamentale valutare in modo più approfondito l’impatto dell’apertura di una struttura commerciale di tali dimensioni sul territorio torrese, sia in termini di sviluppo urbanistico sia per quanto riguarda le conseguenze sulle attività economiche già presenti.

Il commercio tradizionale, ricordano, è da sempre strettamente legato alle dinamiche urbanistiche delle città. Per questo motivo l’insediamento di grandi strutture di vendita richiede una pianificazione attenta che tenga conto delle opportunità ma anche delle possibili criticità sociali, economiche e ambientali.

Nonostante le difficoltà attuali, i rappresentanti del commercio cittadino ritengono che sia ancora possibile creare le condizioni per una convivenza tra il grande polo commerciale e il tessuto economico locale. La strada indicata è quella del confronto tra istituzioni e imprenditori.

Tra le proposte avanzate figurano una serie di interventi per il rilancio della città: valorizzazione del territorio, sviluppo del turismo, riqualificazione del centro storico e delle aree degradate, investimenti per aumentare la competitività dei piccoli esercizi commerciali e la creazione di isole pedonali permanenti.

A questi si aggiungono interventi su arredo urbano, decoro cittadino, programmazione di eventi, miglioramento dei servizi di raccolta dei rifiuti e manutenzione delle strade. Non mancano poi temi strategici come il waterfront, la valorizzazione delle spiagge, l’illuminazione pubblica, i parcheggi e la viabilità.

«Definire strategie condivise - concludono - potrebbe rappresentare la strada giusta per favorire la crescita e lo sviluppo della città, contrastando anche il fenomeno dello spopolamento giovanile e restituendo centralità al commercio locale».

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