È stato diffuso un comunicato della Procura della Repubblica di Torre Annunziata in merito al sequestro di alcuni locali dello stadio comunale “Alfredo Giraud”, nell’ambito delle indagini – già oggetto di un nostro precedente articolo – relative all’utilizzo dell’impianto da parte della società sportiva Savoia.
Secondo quanto reso noto dall’Ufficio inquirente, in data 19 febbraio 2026 la Polizia Municipale di Torre Annunziata, nell’ambito di indagini delegate dalla Procura, ha proceduto di iniziativa al sequestro probatorio di diversi ambienti dello stadio, ipotizzando i reati di invasione di edifici, illecito edilizio per mutamento di destinazione d’uso, deposito incontrollato di rifiuti e ricettazione, in quanto dai primi accertamenti sarebbe emerso che alcuni locali dell’impianto comunale – non agibili, interdetti o comunque non ricompresi nell’atto di affidamento – sarebbero stati occupati o utilizzati per finalità diverse da quelle strettamente sportive per le quali era stato autorizzato l’uso dello stadio.
In particolare, sono stati sottoposti a sequestro: lo spogliatoio n. 2 adibito a lavanderia/magazzino; due locali deposito, situati sotto i settori “curva” e “tribuna”, trasformati in bar con attrezzature per la somministrazione di alimenti e bevande; l’intero piano seminterrato, interdetto; un locale di presidio della PS con annessa sala d’attesa; due asciugatrici e un carrello recante la dicitura “Aeroporti di Roma” con logo “ADR”.
La Procura, in data 20 febbraio 2026, ha chiesto al GIP del Tribunale di Torre Annunziata la convalida del sequestro, riqualificato come preventivo, e l’emissione del relativo decreto per i locali e i beni ritenuti non rientranti nell’atto di affidamento o utilizzati in violazione delle prescrizioni comunali.
Contestualmente, lo stesso Ufficio ha disposto il dissequestro e la restituzione alla società Savoia della palestra – ritenuta ubicata in locale agibile e utilizzata conformemente alla destinazione – del locale anticamera ad essa collegato, nonché dello spogliatoio per l’arbitro donna e dello spogliatoio n. 1, contenente abbigliamento e attrezzature sportive, per i quali non è stato ravvisato alcun mutamento di destinazione d’uso.
La vicenda si inserisce nel contenzioso già in atto tra il Comune e la società sportiva in merito all’utilizzo degli spazi dell’impianto comunale.
