Sabato sera a Sanremo, davanti agli occhi di Stefano De Martino deve essere passata tutta la vita: prima però si è tuffato nelle braccia di Carlo Conti quasi a cercar conferma che la Rai lo avesse davvero ufficialmente designato conduttore ufficiale del prossimo Festival della canzone italiana. Lui come Pippo Baudo, Fiorello, Fabiofazio e appunto SuperCarlo.
Avete capito bene, ha sussurrato all'orecchio di papà Enrico e del figlio Santiago. Nonno e nipote aprivano il piccolo corteo che idealmente lo aveva scortato da chi-sa-dove fino al teatro Ariston: con loro la mamma finalmente sorridente dopo settimane bagnate dalle lacrime, la sorella, il fratello e la piccola band che da anni lo segue nella esaltante avventura televisiva che lo ha proiettato in testa alla classifica della popolarità.
E tutto vero, lo ha rassicurato Carlo Conti, felice di essere all’ultima serata di una missione quasi impossibile. E’ andata benissimo, è riuscito anche a nominare ufficialmente il suo successore, come non era toccato neppure al più bravo di tutti, il Signore di Militello.
Ma la linea di continuità si ferma qui, anche se sull'asse Conti-De Martino la Rai ha davvero puntato tutto, soprattutto il progetto che esiste una scuola aziendale capace di produrre talenti in grado di completare il percorso di una carriera fantastica fatta tutta in casa.
Nel 2027, a 37 anni (38 li compirà il 3 ottobre), Stefano dovrà gestire anche il ruolo di direttore artistico del Festival, l'architetto di un edificio nel quale tutti (o moltissimi) pensano di aver diritto di abitare.
Da oggi comincia il lavoro più difficile: arginare il fiume di parole che gli riverseranno tutti sarà l'impresa più tosta. Amadeus un po' per intuito e un po' per caso, trovò la Rete come grande alleata, insieme recuperarono i giovani che oggi formano la base social che nell' ultima edizione ha garantito un numero di interazioni da paura.
Ma Stefano non ha paura: spenderà le sue energie per armonizzare cifre che non possono essere così divergenti: non può aumentare il numero di chi parla di Sanremo e diminuire l'audience televisiva. Non è solo questione di algoritmi. Intorno a questo mistero dovrà lavorare il nuovo direttore. È circondato dalla stima generale, dal popolo torrese con il sindaco in testa, al popolo italiano tutto che ha imparato a conoscerlo (e a fidarsi) attraverso i pacchi e non solo. Ora aspettano l'idea vincente, anzi stravincente.
