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Torre Annunziata - Novartis, 44 licenziamenti in vista per il personale indiretto

Torre Annunziata -  Novartis, 44 licenziamenti in vista per il personale indiretto

E' quanto emerso dalla riunione di giovedì scorso tra l'azienda e i rappresentanti sindacali

Aggiornato il (2 minuti di lettura)

Una nuova tegola sembra abbattersi sul mondo del lavoro a Torre Annunziata. La Novartis, azienda leader mondiale nella produzione di farmaci, presente sul territorio con uno tra i più importanti stabilimenti del Gruppo e tra i maggiori insediamenti farmaceutici del Mezzogiorno, con circa 500 dipendenti e un indotto diretto di un centinaio di persone, avrebbe avviato la procedura per la riduzione di 44 unità del personale “indiretto”.

E’ quanto sarebbe emerso nella riunione di giovedì 21 settembre, convocata dai vertici dell’azienda, a cui hanno preso parte i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La decisione del ridimensionamento dell’organico rientrerebbe - secondo quanto dichiarato dal direttore dello stabilimento torrese, Alain Leduc - nel piano aziendale di riorganizzazione del sito di Torre Annunziata per renderlo maggiormente competitivo sul mercato europeo. E questo nonostante negli ultimi due anni ci siano state assunzioni di personale “indiretto” per decine e decine di unità, con sovrapposizione di figure professionali.   

I rappresentanti sindacali, da parte loro, lamentano una gestione non ottimale del sito industriale che avrebbe fatto perdere competitività allo stabilimento torrese, con una contrazione della produzione negli ultimi anni di 24 milioni di pezzi lavorati (da 100 milioni si è passati a 76 milioni).

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La riduzione del personale, quindi, secondo la strategia aziendale, dovrebbe compensare in parte il gap dei costi sostenuti nella gestione del sito torrese nei confronti di altri analoghi siti dell’Europa dell’est, dove – come è risaputo – il costo della manodopera è molto basso.

Se si esclude a priori, quindi, un licenziamento collettivo, improponibile in un’area ad alto tasso di disoccupazione, resterebbero in campo due opzioni: la cassa integrazione del personale in esubero, oppure  l’accettazione da parte del sindacato di un “contratto di solidarietà” di durata limitata nel tempo (24-36 mesi), per dare la possibilità all’azienda di adottare un piano di rilancio dello stabilimento di Torre Annunziata.  

Intanto domani, lunedì 25 settembre, i rappresentanti sindacali locali si incontreranno con i vertici provinciali e regionali di categoria, mentre mercoledì 27 settembre è previsto un incontro presso l’Unione Industriale di Napoli, a cui parteciperanno dirigenti sindacali e aziendali. 

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