A cura di Domenico Gagliardi

Una memoria storica, un grande uomo di Torre Annunziata. Si è spento a 96 anni Carlo Arpaia, reduce della II Guerra Mondiale. Classe 1922, si arruolò nella Regia Marina con la quale svolse il suo dovere servendo la Patria. Era un radiotelegrafista ed ha combattuto in Libia, di stanza a Biserta, in Tunisia.

La città oplontina lo annoverava tra i suoi ultimi testimoni di quello che fu uno dei più cruenti conflitti della storia dell'uomo (se non il più tragico) con 70 milioni di morti. 

«La sua scomparsa va commemorata. Ci lascia un vero e proprio pezzo di storia, la nostra e quella dell'Italia - dice il presidente del Centro Studi Storici Nicolò d'Alagno, Vincenzo Marasco -. Più volte ho avuto l'onore e il piacere di dialogare con lui. La sua è stata una grande esisienza al di là della veneranda età raggiunta. Il signor Carlo era un testimone lucido delle tante battaglie combattute dalla Marina Militare Italiana, per mare e per terra. Ora è nostro dovere conservarne il suo ricordo. Era un marinaio, e un marinaio rimarrà per sempre tale, con indosso tatuata la divisa col solino».

Carlo Arpaia, vedovo, lascia due figli - Giuseppe e Anna -, quattro nipoti e due fratelli, Gaspare e Rosa. Viveva in corso Vittorio Emanuele, 445. Da qui, giovedì 15 novembre alle ore 11, muoveranno le esequie che verranno poi celebrate alla chiesa di Santa Teresa di Gesù in piazza Cesàro.

(foto Vincenzo Marasco)

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