Ieri, domenica 6 ottobre, giorno in cui, nel pomeriggio, Papa Francesco ha recitato il Rosario per la pace nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, si è rinnovato, a Pompei, il consueto appuntamento con l’invocazione alla Vergine Maria, composta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo.
Durante l’Angelus domenicale, il Santo Padre ha peraltro voluto unirsi spiritualmente ai fedeli accorsi nella Città mariana. Quest’anno, a presiedere l’Eucarestia e la recita della preghiera nel Piazzale San Giovanni XXIII del Santuario, è stato l’Arcivescovo Petar Rajič, Nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.
Nelle sue parole, così come nell’intervento introduttivo dell’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, un accorato appello alla pace tra i popoli.
In piazza, tra migliaia di fedeli, anche settanta pellegrini provenienti dalla diocesi ucraina di Lutsk. Alle tenebre si è opposta la luce della carità e la bellezza del popolo di Maria che ha pregato con un cuore solo.
«La nostra preghiera per la pace, oggi e ogni giorno, deve essere incessante, perché il nostro mondo è lacerato dalla guerra, in Ucraina, in Terra Santa e in tante altre nazioni. Continuiamo, senza stancarci, come ci esorta anche Papa Francesco, a pregare per la pace essendo allo stesso tempo uomini e donne di pace».
Il celebrante ha parlato anche del drammatico conflitto Ucraina e, tra migliaia di fedeli che affollano il Piazzale “San Giovanni XXIII”, vi sono anche settanta fedeli della diocesi di Lutsk, guidati da don Krzysztof Orlicki (si distinguono per le loro tradizionali maglie gialle, il colore del grano che cresce rigoglioso in Ucraina). In gran parte sono donne e bambini che, dall’inizio della guerra, escono per la prima volta dal loro Paese per questo pellegrinaggio, organizzato per chiedere alla Madonna di Pompei la pace per il loro martoriato Paese».
«E la nostra preghiera di pace – ha proseguito il Nunzio apostolico – è il Santo Rosario, che oggi il Santo Padre guiderà a Santa Maria Maggiore e che qui, in Santuario, è meditato ogni giorno in tutti i suoi venti misteri. Preghiera di pace perché completamente radicata nel Vangelo. È con questa intenzione che Papa Francesco eleverà oggi la sua supplica alla Madonna, nostra Avvocata in Cielo, e ha esortato i fedeli di tutto il mondo a unirsi a lui nel vivere domani una giornata di preghiera e digiuno per la pace. Il Pontefice ha invitato i partecipanti alla sessione conclusiva del Sinodo dei Vescovi a “volgere lo sguardo al mondo”, ma quell’invito è indirizzato anche a noi tutti. Ogni guerra ferisce e lascia segni indelebili sul corpo di tutta l’umanità e, dinanzi alla tragedia di milioni di uomini, donne e bambini, non possiamo chiudere gli occhi, vivere nell’indifferenza e nell’egoismo, orientare lo sguardo altrove. Dobbiamo fare nostro il loro dolore e “non darci pace finché non ci sarà pace”».
La Santa Messa, animata dal Coro Pompeiano “Don Franco Di Fuccia” diretto dal maestro Francesco Federico, è stata concelebrata dal Nunzio Apostolico Monsignor Luigi Travaglino e dall’Arcivescovo di Agrigento, Monsignor Alessandro Damiano, e dal clero pompeiano. Hanno partecipato al rito anche gli accolti nelle Opere di Carità del Santuario, guidati dalle Suore domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, dai Fratelli delle Scuole Cristiane e dai responsabili delle case famiglia del Centro per il bambino e la famiglia “Giovanni Paolo II”, che se ne prendono cura. I pellegrini sono stati accolti dalla musica del complesso bandistico “Bartolo Longo-Città di Pompei”.
Ai fedeli, presenti sul sagrato della Basilica, si sono unite centinaia di migliaia di persone che hanno seguito il rito, in televisione e sui rispettivi siti, grazie alle emittenti Tv2000 e Canale 21.