«Non è solo una questione di decoro urbano, ma una vera e propria emergenza sociale e lavorativa». È l’allarme lanciato da molti operatori ecologici di Torre Annunziata, che denunciano condizioni di lavoro sempre più difficili dopo la recente riduzione delle frequenze di raccolta del multimateriale e del secco, conseguente all’eliminazione del turno notturno per la riduzione dei costi del servizio.
Secondo quanto segnalato dai lavoratori, la diminuzione dei passaggi ha prodotto un effetto immediato: rifiuti accumulati, carichi raddoppiati a ogni fermata e tempi di intervento sempre più compressi. Una situazione che grava su un sistema già segnato da sotto-organico cronico (il concorso per l’assunzione di 13 operatori ecologici, con circa 1.000 domande inoltrate, al momento è allo stallo a causa delle dimissioni dell’amministratore unico della Prima Vera, ndr), mezzi spesso non sufficienti e una morfologia urbana complessa, resa ancora più problematica da uno scarso senso civico di una parte dei cittadini.
Gli operatori parlano di ritmi di lavoro insostenibili e di un progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza.
A preoccupare è anche il silenzio delle istituzioni. I lavoratori denunciano una scarsa attenzione da parte del Comune, mentre chi solleva il tema della sicurezza o dei carichi eccessivi si sentirebbe spesso isolato, quando non penalizzato nell’organizzazione dei turni o delle sedi di servizio.
Nel mirino finiscono anche le organizzazioni sindacali, accusate di una presenza giudicata insufficiente. Secondo molti operatori, i tavoli di confronto non starebbero producendo risultati concreti, lasciando i lavoratori soli di fronte alle difficoltà quotidiane e al malcontento di una cittadinanza esasperata, che in alcuni casi sfocia in insulti e minacce durante lo svolgimento del servizio.
Il contesto cittadino, segnato dal conferimento selvaggio e da controlli e sanzioni insufficienti, contribuisce a rendere il lavoro sempre più gravoso. In assenza di regole chiare e di tutele adeguate, il servizio di raccolta rischia di trasformarsi in una continua emergenza.
Gli operatori chiedono ora un confronto immediato. Tra le richieste principali: maggiori controlli sul territorio per contrastare l’inciviltà, verifiche interne sull’organizzazione del lavoro, sul rispetto dei carichi e sulle condizioni di sicurezza.
“Non siamo numeri, ma lavoratori che garantiscono un servizio essenziale per la salute pubblica”, è il messaggio che arriva dal personale. Un appello affinché chi ha responsabilità decisionali intervenga prima che il sistema collassi definitivamente sotto il peso dell’indifferenza.
I risultati della Prima Vera raggiunti nel 2025
Intanto la società fa sapere che il 2025 si è chiuso con circa 4 punti percentuali in più di raccolta differenziata rispetto al 2024, recuperati però solo da ottobre a dicembre scorsi proprio grazie all'avvio del nuovo servizio di raccolta differenziata.
Gli obietti da perseguire - secondo la società - sono plurimi: ridurre la produzione dei rifiuti, incrementare la percentuale di raccolta differenziata e migliorare la qualità del rifiuto al fine di aumentare la percentuale di riciclo (cioè i rifiuti effettivamente avviati a recupero).