È venuto a mancare Rosario Iannucci, presidente e fondatore dell’Aicovis (Associazione Italiana contro la violenza negli stadi), nata il 4 marzo 1995 e da sempre considerata la sua più grande creatura, della quale andava fiero e orgoglioso.
Iannucci aveva affrontato di recente un importante intervento chirurgico dal quale non si era mai completamente ripreso. Oggi è arrivata la notizia della sua scomparsa, che lascia un vuoto profondo nel mondo dell’associazionismo e dell’impegno civile.
L’Aicovis nacque con l’obiettivo di liberare il calcio e lo sport dagli eccessi violenti che, nei periodi più bui, avevano trasformato gli stadi in veri e propri campi di battaglia. Nel tempo, l’associazione ha ampliato il proprio raggio d’azione, promuovendo iniziative contro il razzismo, nello sport e nella vita quotidiana, e contro il bullismo, soprattutto tra i più giovani.
In trent’anni di attività, sono state numerosissime le iniziative portate avanti dall’Aicovis: dal Festival del Calcio, con tour itineranti e la premiazione delle città “fair play”, alle manifestazioni di sensibilizzazione nelle scuole contro il bullismo. Forte anche l’impegno sul fronte della solidarietà, con progetti come “Natale in corsia”, la “Befana solidale” e la donazione di uova di Pasqua ai bambini ricoverati negli ospedali di Napoli e provincia.
Tra i ricordi più cari di Rosario Iannucci restano due eventi simbolici: il Giubileo dello Sport a Roma, quando donò la maglia dell’Aicovis a Papa Giovanni Paolo II, e il convegno organizzato presso l’Istituto Bartolo Longo di Pompei.
Il suo percorso trovò un momento di particolare rilievo con la pubblicazione del primo libro dedicato all’educazione allo sport, progetto che ricevette l’imprimatur dell’allora ministro Giovanna Melandri. Il 12 marzo 2008 Iannucci fu invitato a partecipare alla conferenza convocata per dare una svolta al mondo del calcio, sconvolto dalla tragica morte dell’ispettore Filippo Raciti.
Rosario amava ripetere spesso la locuzione latina “Nemo propheta in patria est”, a indicare quanto sia difficile essere riconosciuti e apprezzati nel proprio contesto d’origine. Un pensiero che, nel suo caso, appare ancora oggi carico di amarezza: Torre Annunziata, sua città, non gli ha mai tributato un riconoscimento ufficiale, a differenza di altri comuni del comprensorio vesuviano.
Eppure, nel corso degli anni, al suo fianco si è schierata una squadra rara e qualificata, composta da personalità di spicco provenienti da mondi diversi – sport, giornalismo, cultura, imprenditoria – unite dalla stessa visione di legalità e civiltà.
Con la scomparsa di Rosario Iannucci se ne va una figura che ha dedicato la propria vita a un’idea alta di sport e società. Un impegno che resta come eredità morale per chi continuerà a credere in uno sport senza violenza e senza discriminazioni.
I funerali di Iannucci si svolgeranno sabato 17 gennaio alle ore 10,00 presso il Santuario dello Spirito Santo (Chiesa del Carmine).
Il direttore Antonio Gagliardi la redazione tutta di torresette.news partecipa commossa al dolore della famiglia per la scomparsa dell'amico Rosario.