A cura della Redazione

Il grande schermo entra in aula non per intrattenere, ma per educare il cuore e la mente. Si è svolta lunedì 20 aprile 2026, con grande successo, presso il Cinema teatro Delle Rose di Piano di Sorrento, la masterclass "Il Cinema come dispositivo pedagogico per l'inclusione e la cittadinanza attiva", un evento centrale del progetto Fabula CISP - Cinema Scuola Lab. L'incontro ha segnato un momento di alto valore formativo, unendo la pratica quotidiana della scuola alla ricerca accademica d'eccellenza.

Ad aprire i lavori è stata la dirigente scolastica Maria Pisciuneri, che ha introdotto il tema partendo da una suggestione cinematografica potente: il capolavoro di Martin Scorsese, Hugo Cabret.

La dirigente ha spiegato come il film sia una metafora straordinaria dell'inclusione: attraverso gli occhi di un orfano, impariamo che ogni individuo, proprio come i complicati ingranaggi delle macchine che Hugo ripara, ha un posto preciso e una funzione fondamentale nel mondo, parte di una comunità unita e consapevole.

Questa iniziativa, inserita nel Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, nasce dalla convinzione che il cinema sia un "potente dispositivo pedagogico" fondamentale per formare cittadini capaci di empatia e senso critico. Con questo spirito, la dirigente ha passato il testimone al professeere Manuel Fabrizio Sirignano, ordinario presso l'Università Suor Orsola Benincasa, che ha raccolto la sfida pedagogica, approfondendo come l'inclusione non debba essere ridotta a parole vuote o slogan.

L'inclusione vera, ha spiegato il prof. Sirignano, non nasce dai discorsi, nasce dallo sguardo, è il modo in cui cambiamo il nostro atteggiamento verso la realtà e verso chi appare diverso da noi. Il cinema è lo strumento ideale perché "costringe" a entrare nella vita degli altri. Attraverso il buio della sala - luogo di concentrazione, ben diverso dalla visione distratta dei social - i ragazzi possono identificarsi nei personaggi e scoprire parti di se stessi che ancora non conoscevano.

Un tema centrale del suo discorso è stato il contrasto tra la vera cittadinanza e l'aggressività che spesso domina i social network. Sirignano ha definito la cittadinanza come una "forma di coscienza": attraverso un buon film, i ragazzi imparano a distinguere tra comportamenti virtuosi e violenti, sviluppando un'autonoma "educazione alla gentilezza".

Un passaggio cruciale dell’intervento ha riguardato la natura del cinema: esso non educa automaticamente. Senza una guida, il film resta intrattenimento. Qui entra in gioco la figura dell’insegnante, il cui compito non è semplicemente quello di far "vedere di più" (in un mondo già saturo di immagini come quello di TikTok o Instagram), ma di far "vedere meglio, a ragionare e a interpretare le immagini.

Citando il filosofo Giovanni Gentile, Sirignano ha ricordato che il "vero maestro" è colui che resta nella coscienza dei suoi alunni per tutta la vita, colui che non si limita a spiegare una materia, ma educa gli sguardi dei ragazzi sulla realtà.

L'evento si è concluso con la consapevolezza che, grazie alla sinergia tra la visione della dirigente Pisciuneri e il rigore scientifico del prof. Sirignano, la scuola di Torre Annunziata si conferma un presidio di cittadinanza attiva, capace di offrire ai suoi piccoli studenti gli strumenti critici necessari per diventare i protagonisti consapevoli della società di domani.