A cura della Redazione

A vent'anni dalla scomparsa (21 maggio 2006), la memoria di Catello Coppola, storico corrispondente del Corriere dello Sport, resta indissolubile. Una vita in simbiosi con la maglia bianca, tra aneddoti epici e il mitico binomio con il maestro Nardino Sfera.

Ci sono figure capaci di legare il proprio nome in modo viscerale alla storia di una comunità e ai simboli che ne definiscono l'identità. Nel ventesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 21 maggio 2006, il Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno” e “Casa Savoia” offrono un doveroso omaggio a Catello Coppola, storico giornalista, cronista di razza e pilastro della narrazione sportiva della città oplontina. L'appuntamento è per il 22 maggio 2026, alle ore 18.00, presso il salone delle conferenze della Basilica pontificia di Maria SS. della Neve (sita a Torre Annunziata in Piazza Giovanni XXIII), con la partecipazione dei tanti colleghi giornalisti e amici che conobbero il Maestro.

Nato a Boscotrecase ma torrese nell'anima, Coppola ha vissuto per oltre trent'anni una vera e propria simbiosi con il "suo" amato Calcio Savoia. Storico corrispondente della zona vesuviana per il Corriere dello Sport, le sue cronache dai campi, i suoi spunti e le sue riflessioni hanno rappresentato per generazioni di tifosi la fonte più autorevole, pulita e senza filtri per attingere alle vicende della squadra biancoscudata.

Un giornalismo "ruspante", libero e d’altri tempi, come dimostra il leggendario sodalizio umano e professionale con il professor Leonardo "Nardino" Sfera. Insieme, negli anni '70 e '80, diedero vita a progetti editoriali pionieristici come il periodico “Alè Savoia” e collaborarono con le principali testate e radio-tv locali dell'epoca (Il Gatto, Ennedue, Il Giornale di Napoli, Il Roma, Radio Antenna Vesuvio). Un binomio, quello tra Sfera e Coppola, sinonimo di cultura, verità e maestria, che la Società sportiva del Calcio Savoia e l’Amministrazione Comunale di Torre Annunziata, già in passato, hanno voluto cristallizzare per sempre, intitolando a Catello Coppola la tribuna stampa dello stadio “Alfredo Giraud” e a Nardino Sfera la sala stampa.

Il ritratto che emerge dai ricordi di chi lo ha conosciuto è quello di un uomo distinto e leale, che considerava la professione una missione a cui dedicarsi senza riserve. Memorabili restano gli aneddoti legati alle infinite trasferte al seguito dei “bianchi”, quando gli articoli si dettavano ancora via telefono, o i pomeriggi di passione calcistica trascorsi nella mitica officina di "Eduardo l'elettrauto" in via Maresca, crocevia di memorabili disquisizioni tattiche tra i grandi "storici" del tifo oplontino.

Una dedizione totale, quella per la causa savoiarda, confermata dalle parole colme d'affetto pronunciate dalla figlia Candida in occasione della storica cerimonia al Giraud nel 2012: «Papà viveva per il Savoia, a cui ha dedicato più di trent’anni della sua esistenza. Il Savoia veniva prima di tutto e di tutti, anche della famiglia. Spero che anche i miei figli possano coltivare la stessa grande passione del nonno».

Un testimone, quello della curiosità e dell'amore per la conoscenza, che Coppola ha saputo tramandare ai nipoti fin dalla tenera età. Promotore, tra l’altro, dell'Associazione "Leonardo Sfera" – nata per custodire l'eredità del suo maestro –, Catello Coppola ha tracciato un solco profondo nel giornalismo campano. Ricordare oggi la sua figura non significa soltanto celebrare un professionista esemplare, ma ripercorrere un lungo e romantico pezzo di storia di Torre Annunziata.