"Ciao Salvatore, sono Pasquale Fiorenza, mi ha dato il tuo numero mio fratello Filippo, mi trovo a Torre Annunziata e mi farebbe piacere rivederti".

La mia sorpresa a questa telefonata è stata grande, non vedevo Pasquale da 50 anni! Ci eravamo conosciuti nel 1976, alla scuola media "Parini", durante il mio primo anno di insegnamento.  Un collega simpatico, con il quale diventai amico. Insegnava lettere ed era supplente come me.

L'anno dopo le nostre strade si divisero. Lui preferì andare al Nord ad insegnare, io rimasi a Torre Annunziata. Da allora persi i suoi contatti, anche se il fratello Filippo mi riferiva di lui di tanto in tanto. Ci siamo incontrati ieri, davanti alle Terme Vesuviane e al Lido Azzurro, perché voleva rivedere il mare e la spiaggia della sua infanzia e giovinezza.

La curiosità e la gioia di incontrarlo mi ha spinto a chiedergli che aveva fatto in tutto questo tempo. "Ho lasciato Torre Annunziata,  la città dove sono nato, l'anno scolastico successivo a quello in cui ci siamo conosciuti - mi ha detto - per trasferirmi a Verona dove ho insegnato per quindici anni, poi ho lasciato l'insegnamento".

Una scelta radicale, dettata dal desiderio di inseguire un’esistenza diversa, più semplice e più vicina alla natura. "Ho riscattato la laurea e sono andato in pensione con il minimo perché ho deciso di cambiare vita. Mi sono trasferito in Trentino e ho fatto diversi lavori. Il più singolare, divertente e a contatto con la natura è stato il raccoglitore di frutta, soprattutto mele che in questa regione abbondano e sono buonissime. Ma la mia esperienza più bella è stata un'altra. Avevo nel frattempo un figlio piccolo e lo accompagnavo a scuola. Allora mi fu proposto da alcuni genitori dei suoi compagni di classe di accompagnare anche loro. Una richiesta alla quale non seppi dire di no e per ringraziarmi mi regalarono... un pulmino!".

Un episodio semplice, ma capace di raccontare una stagione di vita fatta di rapporti umani autentici e solidarietà quotidiana. "Da insegnante avevo conosciuto solo adulti e confrontarmi con il mondo dei bambini mi ha arricchito molto. Ascoltavo i loro desideri, sogni, problemi e aspettative e ciò mi aiutava a capire anche di più mio figlio, loro coetaneo".

Pasquale parla con entusiasmo anche dell’esperienza vissuta accanto ai bambini e, successivamente, del ritorno all’insegnamento con progetti dedicati agli adolescenti e all’orientamento nel mondo del lavoro. "Ora sono in pensione e mi sto godendo mio figlio e la mia nipotina in un piccolo paese del Trentino, Besenello, dove ho nuovi amici e vivo in aperta campagna perché amo il verde e l'aria pulita".

E così, davanti al mare di Torre Annunziata, dopo cinquant’anni di vite diverse e strade lontane, ho ritrovato un mio amico come se il tempo, in fondo, non fosse mai davvero passato.

Un abbraccio, qualche sorriso, tanti ricordi e una promessa fatta quasi scherzando prima del ritorno di Pasquale al Nord: "Non aspettiamo altri cinquant’anni per rivederci ancora".