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Rifiuti, cosa cambia per Torre Annunziata con il SAD 2: costi, lavoratori e futuro di Prima Vera

Rifiuti, cosa cambia per Torre Annunziata con il SAD 2: costi, lavoratori e futuro di Prima Vera

Il Piano industriale del SAD 2 prevede una gestione unica per otto anni. A Torre Annunziata 79 lavoratori e una spesa nel primo anno di 4,7 milioni.

(6 minuti di lettura)

Un maxi appalto da oltre 131 milioni di euro per gestire insieme, per otto anni, la raccolta dei rifiuti e i servizi di igiene urbana di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.

È il cuore del nuovo Piano industriale del SAD 2 dell’ATO Napoli 3, che punta a superare le gestioni separate dei due Comuni attraverso il cosiddetto “Cantiere Unico”.

Un’operazione di notevole rilevanza economica e organizzativa che, se arriverà al termine del percorso amministrativo previsto, cambierà radicalmente l’attuale sistema di gestione dei rifiuti nelle due città.

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Un appalto da 131 milioni per otto anni

Il dato che emerge con maggiore evidenza è quello economico. La durata prevista dell’affidamento è di otto anni, mentre il valore complessivo dell’appalto viene stimato in 131.136.076 euro, Iva esclusa.

Per il solo primo anno il Piano economico finanziario prevede una spesa complessiva di 15.826.972 euro. Di questa somma, 11.070.905 euro sono riferiti a Castellammare di Stabia e 4.756.067 euro a Torre Annunziata.

Una fetta consistente dei costi riguarda il personale: per il primo anno sono previsti oltre 10,1 milioni di euro, pari a circa il 64 per cento del PEF.

Un solo cantiere per Torre Annunziata e Castellammare

La vera novità è rappresentata dalla creazione del “Cantiere Unico SAD 2”.

Non si tratterebbe semplicemente di mettere insieme due appalti, ma di realizzare una struttura organizzativa integrata per entrambe le città, con direzione tecnica unificata, personale e parco mezzi condivisi.

Il nuovo sistema dovrebbe consentire, ad esempio, di trasferire temporaneamente uomini e mezzi da Torre Annunziata a Castellammare o viceversa in presenza di particolari esigenze, emergenze, manifestazioni, festività o picchi stagionali.

Secondo il Piano, questa organizzazione dovrebbe permettere di eliminare alcune duplicazioni e ottenere economie di scala.

209 lavoratori, 79 dei quali a Torre Annunziata

L’organico minimo previsto è composto da 209 lavoratori.

Di questi, 130 sarebbero destinati a Castellammare di Stabia e 79 (e non 74 come erroneamente riportato nel Piano) a Torre Annunziata.

Il Piano prevede anche una clausola sociale finalizzata alla continuità occupazionale del personale impiegato dal gestore uscente.

Un aspetto particolarmente importante per Torre Annunziata, dove attualmente il servizio di igiene urbana viene svolto dalla società comunale Prima Vera.

Il nuovo modello rappresenterebbe quindi un cambiamento sostanziale rispetto all’attuale organizzazione del servizio.

Quasi 8 milioni per mezzi e attrezzature

Consistente anche l’investimento iniziale previsto per rinnovare il parco mezzi e le dotazioni tecnologiche: circa 7,99 milioni di euro.

Complessivamente il Cantiere Unico dovrebbe disporre di 96 automezzi, tra compattatori, veicoli per il porta a porta, mezzi di piccole dimensioni destinati alle strade più strette, spazzatrici, autobotti e mezzi per la raccolta degli ingombranti.

I veicoli dovranno inoltre essere dotati di sistemi GPS, mentre una piattaforma informatica consentirà alle amministrazioni di controllare percorsi, servizi effettuati e flussi dei rifiuti.

Differenziata, Torre Annunziata dovrà arrivare al 75%

Uno degli obiettivi più ambiziosi riguarda la raccolta differenziata. Per entrambe le città il Piano fissa una percentuale del 56 per cento nel primo anno, che dovrà salire almeno al 65 per cento già dal secondo anno.

Successivamente gli obiettivi diventano differenti: Castellammare dovrebbe raggiungere progressivamente il 70 per cento, mentre per Torre Annunziata il traguardo previsto arriva al 75 per cento.

Gli obiettivi non sarebbero soltanto indicativi. Il Capitolato prevede infatti penalità in caso di mancato raggiungimento degli standard stabiliti.

Porta a porta, spazzamento e maggiore attenzione al litorale

Il modello prevede la prosecuzione e il potenziamento della raccolta porta a porta, sia per le utenze domestiche sia per quelle commerciali.

Per lo spazzamento il territorio di Torre Annunziata verrebbe suddiviso in 15 zone, mentre Castellammare ne avrebbe 29.

Particolare attenzione è prevista per lungomare, spiagge e zone della movida, con interventi specifici durante il periodo estivo e servizi pomeridiani e serali nei fine settimana.

Restano inoltre i servizi per il ritiro degli ingombranti e dei RAEE e quelli dedicati alle attività commerciali che producono maggiori quantità di rifiuti.

Il Cantiere Unico dovrebbe far risparmiare quasi 5 milioni

Secondo le stime contenute nel Piano, mettere insieme i servizi delle due città dovrebbe generare un risparmio di 623.896 euro ogni anno rispetto all'ipotesi di due appalti distinti.

Se questa economia fosse mantenuta per tutta la durata dell'affidamento, il risparmio complessivo raggiungerebbe quasi 5 milioni di euro in otto anni.

Proprio su questo aspetto sono intervenute Fiadel, Uil Trasporti e FP Cgil, che non contestano il principio della gestione unitaria ma chiedono che vengano resi maggiormente verificabili i calcoli attraverso i quali si arriva alle economie indicate.

Per Torre Annunziata viene inoltre stimato un ulteriore risparmio di circa 240mila euro l'anno, legato alla riorganizzazione dei turni di lavoro.

Il nuovo appalto non parte subito

Occorre tuttavia fare una precisazione. Il nuovo servizio non è ancora operativo e non esiste al momento una data di partenza dell'appalto.

La Relazione istruttoria dell'EDA Napoli 3, datata 11 giugno 2026, ha espresso una valutazione positiva sul Piano industriale e sul Capitolato speciale d'appalto del SAD 2, proponendone l'approvazione al Consiglio d'Ambito.

Dovranno quindi essere completati i successivi passaggi amministrativi prima di arrivare all'effettivo affidamento del servizio.

Resta però già delineata la dimensione dell'operazione: oltre 131 milioni di euro per otto anni per affidare a un'unica organizzazione la gestione dei rifiuti di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.

Un appalto di enorme rilevanza economica che, soprattutto per Torre Annunziata, apre inevitabilmente anche il tema del futuro dell'attuale gestione comunale e dei lavoratori di Prima Vera.

Il nodo dei 79 lavoratori di Prima Vera

Per Torre Annunziata uno degli aspetti più delicati del nuovo appalto riguarda il futuro dei 79 lavoratori attualmente impiegati nel servizio di igiene urbana.

Il Piano prevede una clausola sociale finalizzata a garantire la continuità occupazionale e, dunque, il personale dovrebbe essere assorbito dal soggetto che si aggiudicherà il servizio del SAD 2.

Ma la situazione di Torre Annunziata presenta una peculiarità rispetto a un normale cambio d'appalto. Oggi il servizio viene infatti svolto da Prima Vera Srl, società interamente partecipata dal Comune di Torre Annunziata.

I lavoratori di Prima Vera non sono tecnicamente dipendenti comunali: il loro rapporto di lavoro è con la società e resta disciplinato dal diritto privato. Tuttavia lavorano per una società pubblica controllata al 100 per cento dal Comune.

Con l'eventuale affidamento del servizio attraverso la gara unica del SAD 2, potrebbero quindi passare alle dipendenze della società che si aggiudicherà il maxi appalto, che potrebbe essere un operatore privato.

Non si tratta pertanto soltanto di garantire il numero dei posti di lavoro. Occorrerà capire con quali condizioni contrattuali avverrà l'eventuale passaggio, quali tutele saranno riconosciute ai dipendenti e quale sarà il futuro della stessa Prima Vera una volta privata del servizio di igiene urbana, che rappresenta una parte fondamentale della sua attività.

Sono questioni destinate inevitabilmente a entrare nel confronto tra Comune, EDA Napoli 3, organizzazioni sindacali e lavoratori prima dell'avvio del nuovo servizio.

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