Dopo l’articolo pubblicato ieri da TorreSette.news sul futuro della Sala delle Armi e sul rischio che la collezione venga trasferita altrove con la chiusura dello Spolettificio Esercito di Torre Annunziata, arriva il primo intervento politico.
Il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella, vicepresidente della X Commissione permanente del Senato, ha scritto al generale di Brigata dei Carabinieri Giovanni Capasso, direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi dell’Unità Grande Pompei del Ministero della Cultura, e al direttore generale del Parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel.
L’obiettivo della lettera è sollecitare un intervento affinché la storica collezione resti a Torre Annunziata e trovi una collocazione stabile e accessibile al pubblico nell’ambito del progetto di valorizzazione dell’ex stabilimento militare.
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«Una questione che riguarda l’identità della città»
Mazzella si rivolge ai destinatari non soltanto come senatore eletto nel collegio che comprende Torre Annunziata, ma anche come cittadino torrese.
«Vi scrivo con urgenza e con il cuore in mano – afferma – perché in queste ore si è aperta una questione che riguarda l’identità stessa della comunità torrese».
Con la chiusura dello Spolettificio, sottolinea il parlamentare, si conclude una storia cominciata nel 1652 con la Regia Polveriera e proseguita dal 1758 con la Real Fabbrica d’Armi voluta da Carlo di Borbone, progettata da Francesco Sabatini e completata da Ferdinando Fuga.
Una realtà produttiva che per quasi tre secoli ha dato lavoro a decine di migliaia di cittadini, arrivando a impiegare circa tremila operai nel Novecento.
Il patrimonio custodito nella Sala delle Armi
All’interno dello stabilimento militare è conservata una raccolta composta da centinaia di fucili e armi bianche, tra sciabole e baionette, realizzati tra il 1761 e il 1901.
A questi si aggiungono spolette, granate, bombe a mano e altri artifizi prodotti durante l’ultima fase di attività dell’opificio.
«Non si tratta di una semplice raccolta di oggetti – scrive Mazzella – ma della memoria materiale di ciò che Torre Annunziata è stata e di ciò che i suoi abitanti hanno saputo fare».
La Sala delle Armi è censita dal FAI tra i Luoghi del Cuore ed è inserita nel Piano strategico dell’Unità Grande Pompei tra gli attrattori turistici e culturali del territorio torrese.
Le ipotesi di trasferimento a Capua o Terni
A preoccupare è la possibilità, circolata nelle ultime ore, che la collezione venga trasferita a Capua o a Terni dopo la dismissione dello stabilimento.
«Se questa ipotesi si concretizzasse – osserva il senatore – Torre Annunziata subirebbe una seconda perdita, forse più dolorosa della prima: dopo il lavoro, anche la memoria. Non posso accettarlo».
Mazzella evidenzia che una soluzione alternativa esiste già ed è contenuta nel protocollo d’intesa sottoscritto il 14 aprile 2023 dal Ministero della Difesa, dal Ministero della Cultura, dall’Agenzia del Demanio e dal Comune di Torre Annunziata.
L’accordo prevede la realizzazione, nell’ala storica della Real Fabbrica d’Armi, di uno spazio espositivo, una scuola di restauro, un deposito per le opere e aree di accoglienza destinate anche ai visitatori del vicino sito archeologico di Oplontis.
La richiesta: «La collezione resti in città e venga aperta al pubblico»
Il complesso rientra nella buffer zone del sito UNESCO “Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata”. Secondo Mazzella sarebbe quindi paradossale trasferire lontano dalla città proprio la collezione che potrebbe costituire il contenuto principale del futuro spazio museale.
Il senatore chiede all’Unità Grande Pompei e al Parco archeologico di attivare un confronto con il Ministero della Difesa e l’Agenzia Industrie Difesa, individuando rapidamente una soluzione che garantisca la permanenza della raccolta a Torre Annunziata.
La Sala delle Armi, aggiunge, dovrebbe trovare una collocazione sicura e dignitosa ed essere aperta stabilmente al pubblico, superando l’attuale possibilità di visita limitata a poche occasioni durante l’anno.
Mazzella chiede inoltre che nessuna decisione sul trasferimento venga adottata senza un confronto preventivo con il territorio e le istituzioni locali.
La disponibilità a un incontro
Il parlamentare si è dichiarato disponibile a partecipare a un incontro a Pompei, Torre Annunziata o Roma e ad assumere ulteriori iniziative nell’ambito del proprio ruolo.
«Non si tratta di celebrare le armi – conclude – ma di custodire il lavoro, le competenze e i sacrifici di chi ci ha preceduto e di consegnarli alle generazioni che verranno».
Il valore di una rappresentanza istituzionale presente sul territorio
Al di là dell’appartenenza politica, al senatore Orfeo Mazzella va riconosciuta una presenza costante e attenta sulle questioni che riguardano Torre Annunziata. I suoi numerosi interventi sui problemi del territorio sono generalmente tempestivi e mirati e, in più occasioni, hanno prodotto risultati concreti, nonostante il Movimento 5 Stelle sieda all’opposizione in Parlamento.
Per una città, poter contare su propri rappresentanti nelle istituzioni sovracomunali costituisce un indubbio vantaggio. Torre Annunziata, tuttavia, continua a pagare l’assenza di riferimenti diretti sia nella Città Metropolitana di Napoli sia nel Consiglio regionale della Campania. Una carenza ancora più rilevante considerando che, in entrambi gli enti, governa il centrosinistra: una presenza politica torrese di quello schieramento all’interno della maggioranza avrebbe potuto garantire alla città maggiore rappresentanza e un peso più incisivo nelle decisioni che riguardano il territorio.
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