A cura della Redazione

La cultura come motore di crescita e presidio di legalità. È il messaggio emerso con forza dalla presentazione del nuovo percorso didattico del Museo Civico di Castellammare di Stabia, ospitato nella storica Reggia di Quisisana, sempre più centro nevralgico della vita culturale stabiese.

Un appuntamento che segna un ulteriore passo avanti nel progetto di valorizzazione del polo museale cittadino, dove oltre 2500 anni di storia dialogano oggi con il linguaggio digitale della contemporaneità. Dal 2020, infatti, la Reggia ospita anche il Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, rafforzando il ruolo del complesso borbonico come punto di riferimento culturale di alto profilo.

Alla presentazione hanno preso parte il sindaco Luigi Vicinanza, il direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, la direttrice del Museo Archeologico Maria Rispoli, l’assessore con delega all’identità Annalisa Di Nuzzo, consiglieri comunali, associazioni e studiosi. La prima visita guidata è stata riservata ai bambini e alle bambine del Consiglio Comunale, costituito nell’ambito della “Città dei Bambini e delle Bambine”, simbolo di una comunità che guarda al futuro partendo dalle proprie radici.

«Il Museo Civico completamente digitale rappresenta il linguaggio della contemporaneità, mentre la Reggia di Quisisana è il luogo in cui si condensano storia e identità. Qui difendiamo la tradizione sapendola innovare. La cultura deve essere un baluardo contro l’illegalità e la criminalità organizzata, uno strumento concreto per costruire consapevolezza, appartenenza e futuro», ha dichiarato il sindaco Vicinanza, ringraziando il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, la direttrice del Museo “Libero D’Orsi” Maria Rispoli, Anna Martina, il professor Leonardo Di Mauro e la sezione stabiese di Coldiretti per il supporto al progetto di digitalizzazione e allestimento.

Il primo cittadino ha inoltre espresso pieno sostegno alla mostra dedicata al Doriforo di Stabiae, annunciata dal direttore Zuchtriegel: «Un’iniziativa intelligente e di alto profilo culturale, che sceglie la via del dialogo e della valorizzazione storica. Raccontare la storia del Doriforo significa anche fare luce sul traffico illecito di reperti archeologici e riaffermare il valore universale della tutela del patrimonio culturale. Castellammare è pronta a sostenere ogni iniziativa che possa favorire il rientro dell’opera nel suo territorio d’origine».

Il nuovo percorso didattico nasce da un accordo tra il Parco Archeologico di Pompei e il Comune di Castellammare di Stabia ed è affidato agli operatori del Pompeii Children’s Museum. L’esperienza prende avvio nelle sale del Museo Archeologico “Libero D’Orsi”, tra reperti e affreschi provenienti dalle ville romane di Varano e dall’ager stabianus, per poi proseguire al quarto piano negli spazi del Museo Civico, dove postazioni interattive e gallerie multimediali raccontano le eccellenze cittadine: dalla tradizione cantieristica alle tipicità gastronomiche, dalle acque termali ai campioni dello sport, fino ai protagonisti della cultura, del teatro e della letteratura.

Intanto, domenica 1 marzo, in occasione della prima domenica del mese e dell’iniziativa nazionale di apertura gratuita dei musei, sarà possibile visitare sia il Museo Archeologico “Libero D’Orsi” sia il Museo Civico, che resterà eccezionalmente aperto al pubblico.

L’offerta didattica, riservata a scuole e gruppi, è prenotabile online e prevede visite il mercoledì e il giovedì, della durata complessiva di un’ora e 45 minuti, per gruppi fino a 25 partecipanti.