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Torre del Greco, successo per la presentazione del libro Carmela al Circolo Nautico

Torre del Greco, successo per la presentazione del libro Carmela al Circolo Nautico

Attraverso la storia di una tredicenne nella Boscoreale del 1936, Stefania Spisto racconta il valore della libertà e il coraggio delle scelte.

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Una sala gremita e una grande attenzione alle parole dei relatori hanno caratterizzato la presentazione al Circolo Nautico di Torre del Greco del libro “​Carmela’’, scritto da Stefania Spisto. Insieme all’autrice, al tavolo erano sedute la professoressa Elena Bianco e la dottoressa Maria Rosaria Monsurrò.

Ad aprire la serata è stata la consigliera del sodalizio, Anna Martorano, che ha spiegato come “l’intento del circolo era quello di far conoscere un’opera che, affrontando i temi legati al periodo fascista, intende aprire uno spaccato sulla provincia di Napoli di quegli anni, in particolare sulla vicina città di Boscoreale, attraverso gli amori contrastati e ciò che ruota attorno alla figura di Carmela”.

Di impatto l’introduzione, affidata a Elena Bianco, promotrice dell’iniziativa: “Ci tenevo a presentare a Torre del Greco il lavoro di Stefania Spisto, un volume che riesce a toccare profondamente le nostre corde interiori. Amo la scrittura e, come ripeto spesso, nasco maestra e morirò maestra’’.

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 ‘’Sapere che anche Stefania è insegnante - prosegue la professoressa - è stata una spinta ulteriore, oltre al fatto che ha fondato e presiede dal 2011 ‘Il Quaderno Edizioni’".

“Altro proposito importante, che Stefania ripete spesso, è quello di voler avvicinare quante più persone alla lettura. È il suo primo romanzo, ma vi garantisco che scorre veloce ed è capace di richiamare grandi autori, come ad esempio Manzoni e Leopardi”, conclude l'insegnante.

‘’Quando si scrive un libro – sottolinea invece l’autrice – si è mossi da tanti aspetti. Volevo scrivere per i ragazzi, per far comprendere loro come la libertà non va mai data per scontata e come la vita di una donna poteva essere condizionata durante gli ultimi anni del ventennio fascista, periodo nel quale è ambientato il racconto. Nel 1936 a Boscoreale il tempo scorreva lento: si conoscevano bene le cose da evitare e le ragazze pensavano al matrimonio come obiettivo per essere felici”.

“Ho voluto raccontare quegli anni attraverso una ragazza di 13 anni - prosegue Spisto - con l’intento di dare voce a persone che non hanno compiuto gesti eroici ma hanno avuto la forza di scegliere da che parte stare”.

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