A cura di Mario Cardone

 

I carabinieri della Stazione di Pompei, in collaborazione con i colleghi dei NAS di Napoli, hanno convocato un giovane medico endocrinologo 33enne, di origine napoletana, che esercita a Pompei, sposato da due anni con una collega medico chirurgo nutrizionista, appartenente ad una delle famiglie più conosciute della città.

Al professionista è stata contestata l’attività abusiva di medico chirurgo endocrinologo che esercita attualmente presso uno studio privato, sito nel centro cittadino mariano. Durante la perquisizione, i carabinieri hanno trovato e sequestrato la sua laurea falsa in medicina e chirurgia, oltre ad attestati di specializzazione, un computer, attrezzature mediche e circa 270 cartelle cliniche.

L'uomo, denunciato in stato di libertà per esercizio abusivo della professione medica, avrebbe utilizzato il codice medico di un vero endocrinologo, omonimo, della provincia di Napoli, a sua insaputa..

E’ stato denunciato dall’Arma alla magistratura oplontina, dopo regolare contestazione del reato. 

La notizia ha preso di sorpresa tutto la società civile di Pompei perché il giovane professionista, anche se non originario del luogo, si era fatto positivamente conoscere ed apprezzare insieme alla moglie.

Di loro si dice, nell’ambiente che hanno frequentato fino ad oggi, che avrebbero studiato insieme presso il Policlinico Nuovo di Napoli e che erano entrambi impegnati nella lotta contro il cancro, con partecipazioni a convegni pubblici ed a seminari professionali di alto livello.

A nome del professionista figura anche parecchia pubblicità e menzione esplicita su quesiti scientifici su internet. Lo stesso professionista è conosciuto anche per essere stato molto attivo nei movimenti a difesa dell’ambiente e contro l’inquinamento.

Avrebbe anche partecipato al movimento contrario alla realizzazione della seconda foce del fiume Sarno. A farla breve, sono tutti perplessi a Pompei, contro l’evidenza dei fatti, al momento, contestati. Stupore derivante dal fatto che una persona così seria ed impegnata si sia data alla libera professione medica senza i titoli legali necessari per esercitarla.

Si attende ora che la magistratura faccia chiarezza mentre è possibile che arrivino esposti da parte di numerosi privati che abbiano fatto ricorso (in buona fede) alle cure del presunto falso professionista.    

twitter: @MarioCardone2  

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