A cura della Redazione

Tra i numerosi feriti giunti nella notte all’ospedale Pellegrini di Napoli a causa dei botti di Capodanno, una storia in particolare merita di essere raccontata. Protagonista un 24enne romano, vittima – due volte – della sua stessa imprudenza.

Il giovane arriva in ospedale dopo l’esplosione di un petardo che gli provoca la perdita di tre dita della mano. Viene soccorso, medicato e successivamente dimesso. Fin qui, purtroppo, una delle tante cronache di una notte che ogni anno si ripete uguale a se stessa.

Ma la vicenda non finisce qui. Una volta tornato da dove era arrivato, il 24enne decide infatti di accendere un nuovo fuoco pirotecnico, utilizzando le due dita rimaste. L’epilogo è prevedibile: l’esplosione lo ferisce nuovamente, questa volta al volto e a un occhio, rendendo necessario un nuovo intervento medico.

A commentare una storia che oscilla tra il tragico e il grottesco, basterebbero le parole immortali di Massimo Troisi: «Allor si’ proprio scem!».

Una battuta amara che, ancora una volta, racconta meglio di qualsiasi statistica quanto l’incoscienza possa essere più pericolosa di qualsiasi petardo.

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