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Torre Annunziata - Processo crollo di Rampa Nunziante, altre testimonianze

Torre Annunziata - Processo crollo di Rampa Nunziante, altre testimonianze

Lo sfogo dell'amministratore del condominio Cuomo, che parla di minacce ed intimidazioni

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Riparte il processo del crollo di Rampa Nunziante. Alle ore 12,00, presso il Tribunale di Torre Annunziata, incominciano a deporre i testimoni di quella immane tragedia che provocò la morte di otto persone.

Il primo a deporre davanti al giudice Francesco Todisco è l’imputato ed ex amministratore della palazzina crollata Roberto Cuomo. L’avvocato denuncia di essere stato vittima di aggressione, minacce ed insulti in seguito alla pubblicazione sui media e sui social della chat che riportava una conversazione tra alcuni imputati ed il defunto Cuccurullo, interpretata – secondo l'avvocato - in maniera distorta. “Questo sta generando un clima di odio nella popolazione – afferma Cuomo – e non le nascondo, signor giudice. che ho cambiato tutte le mie abitudini perché ho timore per la mia incolumità personale”. Dopo la sua deposizione, l’avvocato presenta formale denuncia al giudice Todisco delle minacce subite.

Alle dichiarazioni spontanee di Cuomo seguono quelle di altri tre testimoni: Giovanni De Felice, cognato di Pasquale Guida; la moglie Immacolata Duraccio, sorella di Anna; e Pasqualina Pane, amica della signora Aprea.

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De Felice dichiara che aveva più di una volta sentito rumori di martello pneumatico provenienti dal secondo piano e spesso il suo balcone era invaso dalla polvere proveniente dal materiale di risulta che veniva scaricato dall’appartamento dove venivano eseguiti i lavori direttamente sul camion sottostante. E che da questo episodio era nato anche una alterco con Velotto, proprietario dell’alloggio in ristrutturazione. Poi De Felice racconta gli attimi struggenti successivi al crollo della palazzina, quando fu svegliato insieme a sua moglie e alle sue figlie da un forte boato. Momenti di paura e di angoscia che neanche il tempo riuscirà a cancellare dalle loro menti.

Il processo va avanti con le altre deposizioni, ma viene interrotto dal giudice che ammonisce verbalmente l’imputato Velotto, sorpreso a riprendere con il cellulare le deposizioni dei testimoni, obbligandolo a cancellare il video dal telefonino.

La prossima udienza è fissata alle ore 11 di mercoledì 17 aprile. In aula saranno ascoltati altri testimoni, ma tra il pubblico non mancheranno mai quei volti duramente colpiti da tragedia, speranzosi che alla fine la giustizia trionfi.

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