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Lavori pubblici pagati due volte o del tutto inesistenti, tre pubblici ufficiali accusati di danno erariale

Lavori pubblici pagati due volte o del tutto inesistenti, tre pubblici ufficiali accusati di danno erariale

La GdF sequestra oltre 6 milioni di euro. Opere appaltate dalla Provincia di Salerno

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Oltre 6 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro conservativo dalla Guardia di Finanza di Salerno su disposizione della Procura regionale per la Campania della Corte dei Conti.

La somma, 6.362.000,00 euro per l'esattezza, è stata confiscata a carico di tre soggetti che, all'epoca dei fatti contestati, ricoprivano i ruoli di dirigente e di funzionari della Provincia di Salerno, del settore Bilancio e di quello Finanziario.

Il provvedimento ha riguardato somme di denaro e beni immobili nella disponibilità dei presunti responsabili del danno erariale che sarebbe stato accertato a seguito di una indagine contabile esperita dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle, sotto il coordinamento dei pubblici ministeri Davide Vitale e Michele Ferrante.

Sarebbero state accertate ipotesi di reato afferenti ad una appropriazione indebita di fondi di pertinenza della Provincia di Salerno, posta in essere mediante la duplicazione di mandati di pagamento relativi a lavori appaltati, conclusi e già pagati, ovvero attraverso la produzione di mandati di pagamento facenti riferimento a causali giustificative per l’esecuzione di lavori pubblici totalmente inesistenti.

Tali importi venivano liquidati, in denaro contante, da due dipendenti dell’istituto di credito in quel periodo incaricato dell’attività di tesoreria dell’ente provinciale, in favore di un imprenditore il quale, a sua volta, procedeva ad una successiva suddivisione dei proventi illeciti tra i compartecipi all’accordo illecito.

Oltre alle responsabilità a carico dei pubblici ufficiali, specifici addebiti sono stati mossi anche alla banca tesoriere, in considerazione del ruolo qualificato dei soggetti della propria organizzazione, i quali hanno, "con lampante coscienza e volontà", si legge nella nota della Corte dei Conti, "reso possibile l’esborso di denaro".

L’istituto di credito coinvolto sarà chiamato a ispondere in via sussidiaria anche dell’intero importo contestato.

 

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