Ha suscitato forte preoccupazione nel mondo forense il grave episodio avvenuto mercoledì scorso a Torre Annunziata, quando un ignoto ha lanciato una bottiglia contenente liquido infiammabile all’interno dell’auto di un avvocato, dandole fuoco. Un atto intimidatorio che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che ha provocato la reazione immediata dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, presieduto dall’avvocato Pasquale Damiano.
In una nota ufficiale, il Consiglio dell’Ordine ha espresso “forte preoccupazione per i recenti atti intimidatori che hanno interessato i propri iscritti”, sottolineando come gli avvocati siano sempre più spesso oggetto di aggressioni fisiche e verbali, ma anche di denunce ed esposti strumentali finalizzati a minare i principi di autonomia, indipendenza e lealtà della professione forense.
«Tutto questo è inaccettabile – si legge nel comunicato –. L’Avvocatura è un elemento imprescindibile dello Stato di diritto e lo Stato di diritto deve porre in essere misure legislative a tutela della professione forense, così come avvenuto per altre categorie professionali a rischio».
Il Consiglio dell’Ordine ribadisce il ruolo sociale fondamentale degli avvocati e sottolinea come il riconoscimento di tale funzione passi anche attraverso iniziative concrete di tutela. Ai colleghi vittime di atti intimidatori viene espressa la piena solidarietà del Coa e dell’intero foro oplontino.
Durante la prossima adunanza consiliare, annuncia l’Ordine, si discuterà di iniziative concrete per la difesa dei principi essenziali della professione e del crescente “pericolo di essere avvocati”. Un’espressione che richiama il clima di tensione in cui sempre più spesso si trovano a operare i professionisti del diritto.
«Dietro ogni reato commesso nei confronti di un avvocato nell’esercizio delle sue funzioni – conclude la nota – si cela, di fatto, un attacco ingiustificato e ingiustificabile allo Stato di diritto».
L’episodio riaccende i riflettori sul tema della sicurezza degli operatori della giustizia e sul rischio che atti intimidatori possano compromettere il libero esercizio della professione forense.
(Nella foto, l'interno dell'auto con il seggiolino bambini bruciato)
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