A cura della Redazione

«Quando, quattro anni fa, abbiamo pensato ad un titolo per questa manifestazione ci è sembrato quasi naturale inserirci la parola “bellezza”, perché era esattamente quello che volevamo trasmettere. Ormai siamo abituati al brutto e rischiamo di non vedere più invece il bello che ci circonda. Ecco, volevamo provare a fare il percorso inverso: far venir fuori quanto di meraviglioso ci è accanto e condividerlo. Ecco, Insieme nelle bellezze».

A parlare è Andrea Palmieri, presidente dell’Associazione Caffè Letterario Nuovevoci che opera in città da quasi 20 anni, un periodo davvero lungo in cui l’associazione si è distinta per la capacità di coinvolgere persone, soprattutto giovani proponendo eventi culturali di livello nazionale.

Così come è stato in questa quarta edizione, inserita all’interno di un progetto più ampio, Volwer Lab, finanziato con fondi NextGenerationEU e che ha coinvolto 160 studenti dei quattro istituti superiori della città (Pitagora, De Chirico, Marconi, Graziani) in una serie di eventi dal giovedì alla domenica.  

Ha aperto la kermesse la reporter di guerra Giuliana Sgrena che ha appassionato i ragazzi e le persone intervenute a Villa Parnaso (altra novità della quarta edizione, un’altra “bellezza” da aggiungere al novero) con i suoi racconti coinvolgenti dai vari fronti di guerra nei quali è stata protagonista in prima persona. Stimolata dal presidente Palmieri, con musiche, giochi, e dalle domande dei ragazzi, ha raccontato quello che solitamente non si vede delle guerre, la sofferenza dei più deboli, delle donne.

Il giorno successivo, causa maltempo, gli eventi si sono svolti presso l’aula magna del De Chirico e del Marconi. Due bravissime scrittrici Maria Grazia Calandrone e Giulia Caminito hanno presentato le loro ultime fatiche letterarie, anch’esse incalzate dalle domande dei ragazzi che, come consuetudine, avevano letto i libri per arrivare preparati all’incontro con l’autore.

È stata poi la volta di Emanuele Trevi, scrittore e critico letterario, premio Strega nel 2021 che ha avuto anche una sorpresa “culinaria” da parte degli alunni dell’istituto Lagrange di Milano con i quali ormai da anni vi è un vero e proprio gemellaggio e che, nei giorni della manifestazione conducono attività “parallele” che di tanto in tanto si intersecano a quelle del cartellone principale. Giovedì, infatti, sono stati accolti dalla Lettieri Academy, una realtà davvero molto interessante che si sta sviluppando a Poggiomarino, in cui hanno imparato l’arte della pizza; nei giorni seguenti hanno prestato servizio presso la Mensa Don Pietro Ottena e, come detto, di tanto in tanto hanno fatto irruzione nelle attività generali. Venerdì sera Le zie della Stella hanno interpretato “Il teatro dei sensi”, una suggestiva e affascinante rappresentazione fatta di odori, ricordi, memorie.

Sabato mattina Paolo Floris e la sua band composta da Luca Cadeddu Palmas e Pierpaolo Vacca, giunti direttamente dalla Sardegna, hanno commosso tutti con lo spettacolo “Gramsci spiegato a mia figlia”. Una piece bellissima nella quale Floris immagina di raccontare alla figlioletta Nina la storia della vita del fondatore del partito comunista, dalla sua giovinezza poverissima in Sardegna, ai suoi studi in Piemonte. Il tutto con uno stile semplice ma intenso.

Gran finale, domenica sera con un vero big della letteratura e del teatro italiano: Ascanio Celestini. Il pretesto era la presentazione del libro ma si è trasformato immediatamente in una lunghissima, ma animata da continuo interesse, serie di racconti, aneddoti, pensieri sulle periferie delle città compresa la nostra, sul rapporto con il padre, con Roma. Due ore volate via in un soffio intervallate dalla musica dei Pennelli di Vermeer sempre bravissimi e capaci di creare un’atmosfera unica.

E ora, testa alla quinta edizione alla quale, come conferma il Presidente Palmieri, l’associazione sta già lavorando per far sì che questo diventi uno degli appuntamenti fissi della primavera culturale della città.