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Grande Fratello, insultò sui social Lorenzo Spolverato: "Uno schifoso". Lui chiede 2.500 euro di danni

Grande Fratello, insultò sui social Lorenzo Spolverato: "Uno schifoso". Lui chiede 2.500 euro di danni

Una donna commenta duramente su Instagram un video del Grande Fratello con Lorenzo Spolverato e riceve una richiesta di risarcimento da 2.500 euro

(2 minuti di lettura)

Una donna di 50 anni residente in Trentino si è ritrovata destinataria di una richiesta di risarcimento danni pari a 2.500 euro dopo aver commentato un video pubblicato dalla pagina social “Gossipposo”, che mostrava il concorrente del Grande Fratello 2024-25 Lorenzo Spolverato mentre prendeva in giro una coinquilina all’interno della Casa.

Nel suo commento, la donna aveva scritto: “Uno schifoso, ma proprio schifoso, il trionfo della stupidità”.

Secondo la contestazione legale, queste parole avrebbero superato i limiti del diritto di critica, configurando una condotta lesiva dell’onore del concorrente televisivo.

Argomenti

La richiesta dei legali di Lorenzo Spolverato

Gli avvocati del concorrente, attraverso uno studio legale di Pescara, hanno inviato alla donna una lettera di diffida in cui si sostiene che il commento avrebbe avuto carattere gratuitamente offensivo, lesivo della reputazione personale e privo di giustificazione nel contesto del diritto di critica

Nella comunicazione si sottolinea inoltre che il contenuto sarebbe rimasto online per 256 giorni consecutivi, raggiungendo circa 1.100 “mi piace”, elemento che secondo i legali avrebbe ampliato la diffusione della presunta diffamazione.

Da qui la richiesta di 2.500 euro di risarcimento, oltre a scuse formali e alla rimozione del commento.

La difesa: “Diritto di critica dello spettatore”

La replica della donna è arrivata tramite la sua avvocata, Anais Tonel, che ha contestato la ricostruzione dei legali della controparte.

Secondo la difesa, il commento rientrerebbe pienamente nel diritto di critica dello spettatore, soprattutto in relazione a contenuti televisivi e a personaggi pubblici esposti mediaticamente.

La posizione della legale è chiara: il linguaggio utilizzato, pur aspro, non avrebbe superato i limiti della legittima espressione di opinione.

La vicenda si chiude senza causa legale

Dopo uno scambio di comunicazioni tra gli studi legali, la vicenda non è sfociata in un procedimento giudiziario. Nessuna delle parti, infatti, ha deciso di procedere in tribunale.

Il nodo dei social: libertà di espressione o rischio diffamazione?

Secondo l’avvocata Anais Tonel, episodi di questo tipo sarebbero sempre più frequenti nell’era digitale. Alcuni studi legali e agenzie monitorerebbero i social alla ricerca di commenti ritenuti offensivi nei confronti di personaggi noti, per poi avanzare richieste risarcitorie.

Quando succede è importante non farsi intimorire e rivolgersi a un legale”, avrebbe spiegato la difesa, aggiungendo che non tutte queste richieste hanno fondamento giuridico solido.

 

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