Reduce dal grande successo di Sandokan, Can Yaman torna sul piccolo schermo con una veste completamente diversa. L'attore turco è infatti protagonista di Bro, nuova serie comica italiana nella quale interpreta un avvocato goffo e impacciato con le donne, un ruolo lontano dagli eroi romantici e avventurosi che lo hanno reso celebre.
In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Yaman ha raccontato aspetti inediti della sua vita privata e del suo passato, confessando di essere stato un ragazzo molto diverso dall'immagine del sex symbol che oggi il pubblico conosce.
"Da ragazzo ero un secchione"
Durante l'adolescenza, infatti, Can Yaman era totalmente concentrato sugli studi. Poco incline alla vita sociale, trascorreva gran parte del suo tempo sui libri.
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L'attore ha anche rivelato di aver sofferto per amore e di riconoscersi, almeno in parte, nel personaggio che interpreta in Bro. Prima di dedicarsi alla recitazione, infatti, si è laureato in Giurisprudenza e, come il protagonista della serie, era piuttosto timido nei rapporti con le donne.
"In questa serie interpreto un avvocato impacciato con le donne. È una sfida che mi farà tirare fuori un altro lato della mia personalità", racconta.
"Non voglio essere ricordato solo per il fisico"
Consapevole dell'enorme popolarità conquistata anche grazie al suo fascino, Yaman ribadisce però di voler dimostrare il proprio valore artistico.
"So perfettamente che l'aspetto fisico fa parte della mia immagine e non posso negarlo. Ma per me è importante che non diventi un limite. Il fisico cambia, l'età cambia, mentre un attore deve continuare a crescere, studiare e trasformarsi. Per questo cerco ruoli diversi e sfide sempre nuove".
Con Bro l'attore prova quindi a conquistare il pubblico anche attraverso la comicità, mostrando un volto inedito della sua recitazione.
Il rimpianto di essere figlio unico
La nuova serie affronta anche il tema della fratellanza. Per Can Yaman sarà la prima volta nei panni di un uomo con un fratello, esperienza che gli ha fatto riflettere sulla sua vita personale.
"Avere un fratello di set mi fa conoscere una dinamica che nella vita reale non ho vissuto quotidianamente. Forse avere un fratello o una sorella sarebbe stato bello, anche per condividere certe esperienze fin dall'infanzia. Ma essere figlio unico mi ha reso molto indipendente e responsabile", confessa.


