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Champions: Napoli-Feyenoord, l'elogio della perfezione (o quasi)

Champions: Napoli-Feyenoord, l'elogio della perfezione (o quasi)

Ancora una volta il Maestro Sarri ha ragione foto

(2 minuti di lettura)

Siamo all’elogio della perfezione, o quasi. L’ultima conferma arriva dalla vittoria sul Feyenoord: la storia del Napoli, riletta attraverso le cronache di quest’ultima stagione, somiglia molto a un manuale di scrittura calcistica. Ogni momento della partita risulta perfettamente incastonato nella drammaturgia dell’evento: sarebbe stato impossibile evitare che accadessero.

Nella prima del dopo Milik, vanno a segno i tre attaccanti (Insigne, Mertens e Callajon), Reina para un rigore e, tanto per ricordare a tutti che la strada è ancora lunga, gli olandesi fanno gol all’ultimo secondo utile. Questo in Champions, dopo che, a Ferrara sabato pomeriggio, ci aveva pensato Ghoulam, con il suo piede sbagliato, a risolvere una sfida che mai nessuno avrebbe stimato potesse chiudersi senza un successo napoletano. Gli uomini giusti al momento giusto, al Napoli il colpo di scena si verifica sempre, secondo la regola della rappresentazione.

La riserva è piena di campioni che, prima o poi, si trasformeranno in deus ex machina, perché… la macchina funziona meravigliosamente. Anche se ora ha rallentato un poco, il possesso palla non è più l’unico indice per segnare un dominio comunque indiscusso. Bastano i gol: nessuno, in testa ai campionati d’Europa, ha una capacità realizzativa pari. Diventa meno assillante anche il discorso di calciomercato per identificare un possibile supplente per Milik.  

Benedetto Sarri e le sue teorie: per la prima volta stanno regalando certezze a una squadra da sempre ostaggio dei colpi di vento, dello scirocco o - quando andava male - spazzata dal maestrale. La direzione prova a darla lui, senza paura d’apparire controcorrente.

Alla fine della partita con il Feyenoord, ha servito una polemica: se l'è presa con l’invadenza delle Nazionali sull'attività delle squadre di club, argomento tradizionalmente caro soprattutto ai presidenti. Stavolta l’ha fatto suo, ha pesato l’onere e ha sentenziato: è troppo, così non si può. L’esternazione non è stata casuale, l’anno scorso Milik lo perse proprio così, in una partita della nazionale polacca; tra qualche giorno il suo laboratorio di Castel Volturno tornerà a desertificarsi e nessuno garantisce rientri sereni.

Quindi, evitate di contraddirlo e (per atto di fede) siate pur sicuri che il Maestro ha ragione. Come sempre.

*già direttore di Sky Sport

(nella foto di Salvatore Gallo, Reina para il rigore del possibile 2-1)

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