A cura di Massimo Corcione*

Ancora qualche ora e sapremo se questo è davvero l’anno buono per il Napoli, oppure se lo stop and go sarà diventato il passo (interrotto) delle squadre favorite per la vittoria dello scudetto. La settimana più lunga ha complicato ulteriormente la questione: possibile che otto vittorie di fila non attribuiscano alcun margine di sicurezza al Napoli capolista? 30 minuti di black-out azzurro a Manchester possono azzerare un avvio tanto eccitante? Non sono le sole domande in attesa di illuminante risposta: davvero il doppio fronte Europa-Italia è tanto proibitivo? La Juventus vede più vicina la qualificazione in Champions, nonostante la frenata in campionato?

Ma sarà il campo dello stadio San Paolo a dover fornire la verità più illuminante: verrà svelato il reale valore dell’Inter. Il derby toscano delle parole tra Sarri e Spalletti non s’è neppure giocato. Ha parlato solo l’interista ed è stata un’esibizione di diplomazia. Il riassunto è tutto nell’espressione più ricorrente di questi tempi: vedere giocare il Napoli è come assistere a uno spot per il calcio. Come spedire un mazzo di rose all’altra panchina, e non è proprio questo il codice di linguaggio più usato. La replica è stato un silenzio intenso, non parlare ha evitato anche le domande su Insigne.

Le voci di dentro sussurrano che giocherà e che in serie A il suo apporto al gioco d’attacco riesce ancora a fare la differenza e soprattutto a rivitalizzare Mertens, irriconoscibile per il rigore fallito e per tutto quello che non ha mostrato nell’ultima trasferta inglese. Poche ore e conosceremo mosse e contromosse. L’effetto sorpresa nell’era dei droni e del superHD è difficilissimo da realizzare: tutti sanno tutto di tutti e questa è la migliore garanzia di divertimento per chi la partita dovrà guardarla e non giocarla. Sarà uno spettacolo, impossibile da perdere.

*già direttore di Sky Sport