A cura di Massimo Corcione*

L’Europa aspetta solo il Napoli per celebrare la festa italiana: resta l’unica squadra non ancora qualificata per il secondo turno delle coppe europee. Da sottolineare non ancora: l’impresa è sempre possibile, ma occorre che anche le avversarie collaborino. In particolare sarebbe utilissima un’inedita alleanza del Napoli e di Sarri con il Manchester City di Pep Guardiola. In nome di affinità elettive a piena voce pubblicizzate, i due allenatori che lavorano a un progetto molto simile di profondo rinnovamento del gioco del calcio sono alleati naturali, insomma non potrebbero mai essere nemici.

Per loro esiste solo la vittoria, quella che è obbligatoria per il Napoli contro il Feyenoord, quella (del City contro lo Shaktar) indispensabile per legittimare un dominio nel girone, forse anche preannunciato. L’onore nazionale italiano passa attraverso questi risultati, passa soprattutto il prestigio (e i benefici di cassa) del Napoli che in cinque giorni si è giocato parte del proprio futuro, in campionato e in Champions.

Ecco perché Sarri si è arrabbiato molto quando qualcuno gli ha chiesto che favore aveva chiesto al collega catalano. Se l’aspettava la domanda, perciò ha infilato - con il rigore di chi ha familiarità con i numeri - tutti i record della sua squadra, compreso il bottino conquistato nelle partite disputate: 201 in 96 gare, per una media (arrotondata) di 2,27 punti a volta. Cifre che denunciano una vocazione naturale a interpretare il calcio come un gioco d’attacco.

È questo il motivo per cui Sarri non può aver chiesto nulla a Guardiola, uno che la pensa esattamente come lui, sul pallone e su tutto il resto. E anche per questo ha evitato di lamentarsi delle assenze: nessun riferimento a Insigne, il calciatore che proprio con lui ha completato la trasformazione da promessa a splendida realtà; solo qualche accenno a Ghoulam (uscito mentre era il terzino più forte d’Europa) e a Milik (il centravanti che con la sua assenza gli ha impedito di provare alternative là davanti).

Un Sarri così mette forza a tutti: ai giocatori e pure ai tifosi che in lui si immedesimano completamente. Insieme a Rotterdam per vincere; se poi si aggregano anche Guardiola e quelli del City, sarà molto più di una festa. 

*già direttore Sky Sport

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