A cura di Massimo Corcione*

Capita spesso che la presentazione di una partita si risolva in un come eravamo, alimentando una retrospettiva spesso suggestiva. La tentazione è tanto più forte quando il ricordo coincide con un’impresa: e nulla è classificabile come trionfo quanto una vittoria a San Siro per tre a zero. Accadde il primo ottobre del 2011 con Inter-Napoli 0-3, appuntamento di quelli che fanno storia, anche se questo Napoli sembra conoscere solo una pietra di paragone, naturalmente con la squadra di Sua Maestà L’Inimitabile. E la formazione del 2011 di inimitabili non ne schierava.

Da quel giorno di sette anni fa in campo solo due reduci, importantissimi per il ruolo che svolsero allora e per quanto ancora contano: Christian Maggio e Marek Hamsik firmarono due dei tre gol (il terzo fu di Hugo Campagnaro) che affossarono l’Inter allora allenata da Claudio Ranieri che in panchina aveva (senza impiegarlo in quel match) il fenomeno Coutinho. Sulla panchina napoletana c’era Walter Mazzarri. Sembra un’altra era, e un altro stadio della vita attraversavamo tutti: il calcio italiano innanzitutto e poi anche Inter e Napoli. Le maglie nerazzurre erano ancora fresche di triplete, quelle azzurre vivevano di incantesimi legati a prodezze episodiche.

Oggi sembrano essere trascorsi anni luce, ma la sfida pesa molto di più. Sapremo quanto vale il Napoli dopo la sconfitta al San Paolo con la Roma; per l’Inter siamo alla penultima spiaggia dopo le illusioni regalate nel girone d’andata. Spalletti ne fa addirittura una questione di rabbia: vince chi è più incazzato; e Sarri ai tifosi ha garantito che il momento della resa è lontano. Anche se la mazzata psicologica della Juve vittoriosa contro la Lazio a quindici secondi dalla fine del recupero è stata fortissima, forse più ancora dei quattro gol subiti dalla Roma. Pure questa domenica sera conosceranno già il risultato di Juventus-Udinese, una di quelle partite che vestono benissimo i panni della trappola. Puntare sulla vivacità e sulla irriverenza che Massimo Oddo riesce a infondere sempre alle proprie squadre è ottimismo estremo, un’arma comunque irrinunciabile.

Ma questo è il momento della concretezza, non delle illusioni, il recupero della partita dei campioni d’Italia con l’Atalanta sarà l’altra sentenza attesa in settimana; insomma il momento della verità si avvicina. Più dei ricordi, servono gli esempi, come quel risultato di 0-3 consegnato alla memoria collettiva. Maggio e Hamsik hanno dato per una settimana lezioni di piccola storia che può diventare leggenda.

*già direttore di Sky Sport